Viaggio nell'olio extravergine d'oliva di Puglia: l'area Dop Terra di Otranto


Di Piero Intini -

 

Con la "Terra d’Otranto", si conclude la parte dedicata alle aree D.O.P. pugliesi.

 

Questa parte di territorio comprende parte del comune di Taranto, tutti i comuni della provincia di Lecce e alcuni della provincia di Brindisi; precisamente Cellino S. Marco, Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Mesagne, Oria, Sandonaci, S. Pancrazio Salentino, S. Pietro Vernotico.Torchiaroli, Torre S. Susanna.

 

 

Sono idonei tutti gli oliveti situati entro un limite altimetrico di 517 mt s.l.m con una densità massima di 400 piante per ettaro; le varietà d’olivo idonee sono la Cellina di Nardò e la Ogliarola, presenti da sole o congiuntamente per almeno il 60%; possono, altresì, concorrere altre varietà presenti negli oliveti in misura non superiore al 40%.


 

 

La raccolta delle olive deve essere effettuata entro il 30 gennaio di ogni anno, ovviamente in modo manuale o con agevolatori meccanici.

 

Per fregiarsi di tale denominazione, l’olio prodotto deve avere un colore verde o giallo con leggeri riflessi verdi; la categoria d’appartenenza è quella dei fruttati medi con sentori di erba e foglia e al palato deve risultare delicato con leggere sensazioni di amaro e piccante.

 

Il punteggio d'assaggio al panel test - l'organo preposto al controllo delle qualità organolettiche degli oli - deve essere maggiore o uguale di 6,5; oltre a questi parametri, gli oli ricavati devono soddisfare i seguenti valori analitici:

  • acidità massima, inferiore o uguale a 0,8g;
  • numero di perossidi, minore o uguale a 14 MeqO2/kg (max di milliequivalenti di ossigeno per 1 Kg di olio).



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