Bagnone (Massa-Carrara): I Castelli


Comune di Bagnone
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Bagnone
 

È dominato da un imponente torrione cilindrico in pietra, unico elemento superstite dell'antica struttura fortificata. Nella seconda metà del XVI secolo, il castello divenne proprietà dei conti Noceti, che edificarono sul sito fortificato del preesistente edificio trecentesco, una dimora signorile, con un giardino ricavato dal riempimento dell’antica cinta muraria. Ulteriormente trasformata da interventi ottocenteschi, fu arricchito da un imponente porticato nei primi anni del XX secolo. Attualmente di proprietà privata non è visitabile.

 

Castiglione del Terziere
 

Caratterizzato da una solida torre di forma quadrangolare, sorgeva sul sito di un antichissimo insediamento fortificato bizantino, in posizione strategica sulla sommità di un crinale, a dominazione della valle del Magra. Nell’alto medioevo fu patrimonio dei Corbellari, che nel 1202 lo cedettero ai Malaspina. L’attributo “del Terziere” appare nel 1275 per essere compreso nella terza parte dei domini toccati in eredità feudale al Marchese Alberto Malaspina di Filattiera.


 

Nel 1351 Franceschino Malaspina ne ottenne la signoria indipendente. Il suo periodo di massima importanza e sviluppo coincise con la dominazione di Castruccio Castracani degli Alteminelli, signore di Lucca, che stabilì qui una roccaforte nell’ambito del progetto di riunire la Lunigiana, Garfagnana, Lucchesia e Versilia in un unico grande stato.

 

Il nucleo originale altomedievale del castello è riconoscibile nel mastio centrale, circondato da ciò che resta della cortina muraria della quale sopravvive parte di una torre circolare Oggi il mastio non è identificabile dall’esterno in quanto parzialmente inglobato nella successiva struttura della sala d’armi. Un’alta quadrata torre di guardia lo fiancheggia sul fronte sud-est.

 

Il Castello di Castiglione appartiene a Loris Jacopo Bononi che lo ha restaurato ed ha creato il Centro di Studi Umanistici Niccolò V dove si conservano un prezioso archivio ed una biblioteca di grande pregio.

 

Treschietto
 

Distante poco più di quattro chilometri da Bagnone, i ruderi del castello di Treschietto si trovano alla fine borgo omonimo, sopra uno strapiombo del monte Orsaro e all’incrocio del Re di Valle con l’Acquetta, dove il torrente diventa il Bagnone.

 

Treschietto fu sede feudale con Vico, Iera e Corlaga, in occasione della divisione del 1351 con Giovanni Malaspina, fino al XVIII secolo, quando Ferdinando Malaspina, ultimo possessore del castello, cedette tutti i suoi diritti al Granduca di Toscana. Attualmente i ruderi sono visitabili solo dal lato nord-est, dove si può arrivare in automobile. Sono ancora visibili tratti della cinta muraria, dai quali emerge l’imponente torre circolare.

 

Degli edifici interni restano poche tracce. Anche la cappella castrense, della quale è identificabile l’abside, è stata ricoperta dai crolli delle strutture difensive. La frazione Treschietto è nota anche per merito della dolce Cipolla autoctona, che avrebbe altresì doti anti-fantasma: infatti le coltivazioni del bulbo, disposte a picco sulla vallata, assediano la torre e i ruderi del castello del malvagio Giovan Gasparo Malaspina, la cui anima dannata rimane così imprigionata, senza poter uscire.

 

Iera
 

Posto su di una sommità tondeggiante con una vista sulle valli del torrente Bagnone, il cosiddetto “castello di Iera” è un sistema difensivo di probabile origine bizantina, formato da tre anelli perimetrali, dei quali sono ancora visibili tracce. All’interno tre edifici a torre sopraelevati, ancora in evidenza, nonostante la vegetazione si sia impadronita del sito, oggi magnifico castagneto. Ancora visibili le tracce dell’antico mulino della comunità, posto sul torrente Acquetta, ai piedi della fortificazione.
 



di Redazione 4