Pisciotta piccolo borgo medioevale nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (Salerno): Santuario di Sant'Agnello Abate


Comune di Pisciotta
Via Nello Infante 1 Pisciotta - 84066 (SA)


 

Migliaia ogni anno sono i fedeli che giungono da ogni parte al Santuario di Sant'agnello Abate, protettore di Rodio.

 

Il 30 luglio 2009 il Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Giuseppe Rocco Favale, ha elevato la chiesa parrocchiale di Rodio, edificata dai Cavalieri di Malta nel XV secolo, alla dignità di Santuario Diocesano di Sant'Agnello Abate, particolarmente finalizzato alla difesa ed alla promozione della vita nascente. Da sempre infatti Sant'Agnello è considerato protettore delle partorienti e molti sono i doni ex voto lasciati da famiglie che hanno ricevuto la grazia di poter avere figli, avendo problemi, o figli sani con rischi di malattie gravi.

  

 

Le prime notizie di un certo rilievo relative ad Agnello ci pervengono nel X secolo. Sarebbe nato nel 535 da una famiglia ricca napoletana. Condusse gli anni della giovinezza in eremitaggio in una grotta presso una cappella dedicata alla Madonna. Dopo la conquista di Cartagine da parte dei Vandali del 439, il vescovo di Abitine, Settimio Celio Gaudioso, (che in seguito sarà venerato come santo), giunse a Napoli per fondare un monastero basiliano che prese il suo nome e di cui divenne ben presto abate Agnello.


 

Alla morte dei genitori, di cui ereditò i cospicui beni, Agnello si dedicò alle opere di carità, usando il denaro ereditato per la fondazione di un ospedale per i poveri sofferenti. Agnello iniziò ad acquistare sempre maggior popolarità tra i suoi concittadini, tanto che durante il duro scontro tra i Bizantini e gli Ostrogoti dell'anno 533, i napoletani si risvolsero a lui per chiedere che la città fosse risparmiata; il re ostrogoto Teia morì in battaglia e Napoli fu risparmiata dalle devastazioni.

 

Si allontanò dalla città per sfuggire a quella grande popolarità, recandosi dapprima a Monte Sant'Angelo e poi a Guarcino (un paese della Ciociaria in provincia di Frosinone) dove restò per sette anni e dove oggi vi è un santuario a lui dedicato. Tornato a Napoli divenne benedettino e poi sacerdote presso il monastero di San Gaudioso, di cui divenne ben presto abate e dove morì, il 14 dicembre 596, all'età di 61 anni.
Il busto reliquiario di epoca seicentesca contenente la mascella e la gola attribuite ad Agnello è custodito nel Duomo di Napoli, all'interno della Cappella di San Gennaro.

 

È compatrono della città di Napoli dove, secondo la tradizione sarebbe sepolto nella Chiesa di Sant'Agnello Maggiore a Caponapoli, sebbene alcune fonti sostengano che il corpo del santo fosse stato traslato nella cattedrale di Lucca tra l'XI ed il XIII secolo.

 

 

Rodio festeggia Sant'Agnello per ben tre volte durante l'anno:

  • il 31 maggio, festa votiva che ricorda la prodigiosa cessazione della pioggia che stava distruggendo i vigneti;
  • l'8 agosto, festa solenne, con la partecipazione di pellegrini ed emigrati;
  • il 14 dicembre, festa liturgica.

 

Da Rodio la devozione si è diffusa nei paesi limitrofi che hanno realizzato statue e celebrano feste in onore del santo Abate. Nel 1979 il capoluogo Pisciotta ottenne dalla competente Congregazione Romana che, accanto agli antichi Protettori Santa Sofia e San Vito, anche Sant'Agnello fosse proclamato suo Patrono, considerata la grande devozione del popolo per questo Santo. A Pisciotta Sant'Agnello si festeggia il 10 agosto ed il 14 dicembre. Nel Cilento molti portano il nome di Aniello o Agnello, o il femminile Anella. 



di Maria Trama