Il Salento, terra a cavallo di due mari: Le Tradizioni


Il valore delle tradizioni locali e popolari, messo in disparte nel periodo che va dagli anni 80 alla seconda metà degli anni '90, è ritornato con forza sempre più prorompente. Tramandate dagli anziani, oggi più che mai sono molto apprezzate anche dai più giovani, soprattutto grazie all'opera di rivalutazione degli enti locali.

 

 

 

Le feste paesane
Tipiche della tradizione salentina le feste paesane, realizzate in ogni comune che rappresentano per il turista una vera occasione per incontrare il Salento più autentico.


Dai chiari connotati di devozione religiosa, è tipica la festa dedicata al Santo Patrono i cui elementi caratteristici sono le luminarie nelle vie, le piazze e vie piene di bancarelle che espongono ogni tipo di mercanzia, il concerto della banda.


Un momento molto particolare all'interno di alcune feste paesane, che spesso si svolgono nel mese di gennaio, è la Focara, un enorme falò di tralci di vite secchi sapientemente lavorati e messi insieme con tecniche antichissime che rappresenta un elemento molto significativo della tradizione locali, il cui contenuto è di buon augurio. Un bellissimo esempio è rappresentato dalla Focara della festa di S. Antonio Abate a Novoli una pira di circa 20 metri di diametro e 25 di altezza.


 

Le Sagre


Le sagre, molto numerose nel periodo estivo, sono un momento di coinvolgimento sempre più tipico nei confronti di quel visitatore curioso ed interessato alla ricerca della storia e delle tradizioni del Salento.


Le sagre rappresentano un momento oltre che folcloristico, anche di vivo richiamo alla civiltà e alla cultura contadina come ad esempio: la festa te lu mieru (la festa del vino); la Sagra della Municeddhra (la sagra delle lumache); la Sagra te li pezzetti de cavaddhru (dei pezzetti di cavallo). E come sempre sia nelle feste patronali che nelle sagre la notte ha la sua esplosione di colori con i fuochi d' artificio.

 

La festa di S. Martino


L' 11 novembre è l' occasione, ormai da molti secoli, in cui il popolo salentino ha l'usanza di rendere omaggio al vino novello, organizzando il pretesto per banchettare e fare festa.
Non importa cosa si organizzi, se in casa o in locali, l'importante è ritrovarsi tra amici, attorno ad una tavola imbandita e mangiare ciò che la tradizione e la stagione sa offrire meglio. Non possono mancare salsiccia e castagne arrostite al fuoco, e i clementini, ma l'ospite d'onore è il vino novello, senza il quale questa festa non avrebbe motivo di esistere.


Da sottolineare come tale festa continui ad essere viva anche nella tradizione di ogni buon salentino, che vive lontano dalla sua terra d' origine, ragion per cui negli ultimi si è notato un moltiplicarsi di occasioni per festeggiare lontano dal Salento.

 

 

 

Il ballo della Taranta


E' parte della tradizione salentina, il ballo della Taranta, una danza che fa riferimento ad un fenomeno ormai estinto, ma di particolare interesse che è il tarantismo, che sta rivivendo, ormai da più di un decennio, nel culto della pizzica, musica tradizionale che un tempo accompagnava i riti di guarigione delle tarantate, ossia le donne morse dalla tarantola.
Oggi tale danza è divenuta un fenomeno a cui è agganciato un festival di musica popolare, La Notte della Taranta, che si realizza nelle due settimane a cavallo di ferragosto.


Da menzionare poi la "Danza delle Spade" in cui la pizzica assume ancor più chiaramente la forma di colonna sonora di uno psicodramma, di tipo maschile e "guerriero".

 

 foto da wwwfocarait e da wwwlanottedellatarantait



di Redazione 4