Il Salento, terra a cavallo di due mari: Le masserie del Salento: la storia


Il termine “masseria” individua una forma di insediamento rupestre caratterizzato spesso da pochi e modesti fabbricati, appena provvisti di qualche recinto per gli animali.


L’etimologia della parola probabilmente deriva dal concetto di massa, dal latino classico blocco, riunione. In epoca medioevale la massa rappresentava l’insieme dei beni immobili (terreni, costruzioni ecc.. ) che il dominus concedeva ad un amministratore o massaro che aveva il compito di sovrintendere ai lavori rurali ed alla manodopera.

 


Nel Salento, la masseria è un insediamento rurale a carattere permanente che assurge a fulcro di una economia essenzialmente agricola.


Le prime masserie sorgono già in epoca romana e si identificano con la villa rustica. Nei secoli che seguono dai bizantini, ai normanni e sino a tutto il 1700 la campagna salentina è stata caratterizzata dalla presenza di queste costruzioni , con evoluzioni e modifiche frutto delle esigenze sociali ed economiche del territorio.


 

 

A partire infatti dal XIII sec. il Salento è spesso terreno di scorribande di saccheggiatori provenienti soprattutto dall’Oriente. E’ infatti della fine del 1400 il saccheggio di Otranto da parte dei turchi, ma invasioni più o meno sporadiche si riscontrano sino agli inizi del 1700.  Da qui la necessità di una maggiore protezione delle masserie e soprattutto la costruzioni di torri di avvistamento, per un miglior controllo del territorio e per comunicare più facilmente con l’entroterra. Le masserie acquistano quindi il profilo di strutture fortificate soprattutto nelle vicinanze delle coste.


In seguito con il diminuire del pericolo che “viene dal mare” e della modifica anche di alcune colture (vigneti in particolare al posto dell’uliveto e della pastorizia), la presenza dei padroni è sempre più importante anche in campagna. Così le dimesse case rurali acquistano una nuova dimensione ed importanza, alcune diventano luogo di villeggiatura per i “signori”, acquisendo la struttura di “casini” di campagna più gentilizi ed accoglienti dei modesti locali del massaro, dove il padrone difficilmente soggiornava.

 

 

Fare un censimento delle masserie è molto difficile (secondo stime attendibili il numero complessivo attuale supera le 300 unità): di certo l’intera campagna era  disseminata di queste costruzioni che, come detto, non avevano, almeno sino al 1700, quasi mai, data la funzione economica a cui erano adibite, elementi di particolare pregio.


Oggi molte di queste sono state recuperate con funzioni per lo più turistico-ricettive, alcune sono irrimediabilmente compromesse a causa del lungo abbandono e degrado, altre sono ancora “sul mercato”, preda oramai solo di ricchi acquirenti , incantati dalla bellezza di queste cattedrali di pietra.



di Redazione 4