Matelica (Macerata): La provincia, Macerata


 

Il territorio provinciale, e più in generale quello delle Marche, da un lato, affacciandosi sull'Adriatico si è sempre collegato con l'Oriente europeo e dall'altro, grazie alla sua conformazione caratterizzata da agili percorsi vallivi con direzione est-ovest che arrivano fino ai valichi appenninici, ha svolto sempre un ruolo di accesso alle aree tirreniche, collegando il nord ed il sud della penisola italica.

 

Tali caratteristiche hanno quindi consentito nel corso del tempo, dal paleolitico fino a tutta l'età romana, la nascita e lo svilupparsi una fitta e articolata rete di insediamenti umani diffusi su tutto il territorio, insediamenti che se da una parte hanno condizionato e contribuito a formare il paesaggio ed il popolamento contemporaneo dall'altra oggi compongono il sistema archeologico della provincia di Macerata.

 

Si tratta di una rete di Parchi, Aree e Musei archeologici che in occasione dell'apertura della Mostra si vogliono offrire non solo al visitatore interessato, ma anche a quello più distratto non solo garantendo la loro fruibilità con modalità ed orari coordinati rispetto quelli del principale evento espositivo matelicense, ma anche grazie ad iniziative di carattere scientifico e di valorizzazione e diffusione più ampie.


 

I Musei di Cingoli, Recanati e Camerino con le loro raccolte dedicate alla preistoria ed all'età del bronzo offriranno una degna introduzione alla spettacolare collezione matelicense, mentre sarà grazie in particolare alla visita a quelli di San Severino Marche e Tolentino, che sarà possibile inquadrare con maggior dettaglio il periodo orientalizzante nel territorio, al di fuori del contesto prettamente espositivo, fino all'arcaismo ed alle successive fasi della civiltà picena. Ma forse è l'età romana quella che, grazie alla nascita della città, ha maggiormente disegnato il paesaggio archeologico maceratese; allora accanto a quella nei Musei di Treia, di Pollenza ed in quello della stessa San Severino Marche il visitatore meno paziente potrà godersi una visita all'aria aperta nei Parchi e nelle aree archeologiche di Macerata, l'antica Ricina con il suo spettacolare teatro, di Serravalle di Chienti (Plestia), della stessa San Severino Marche (Septempeda), o dell'antica colonia di Portorecanti (Potentia), per concludere la sua permanenza ad Urbisaglia dove il Museo ed il Parco archeologico di Urbs Salvia offrono una documentazione quasi completa ed unica per l'Italia centrale dei quartieri e dei monumenti pubblici di cui era dotata una città romana



di Redazione 4