Entroterra riminese: Montegridolfo


 

Se Montefiore è chic, Montegridolfo è radical chic.Tanto da essere diventato luogo di villeggiatura vip – la stilista Alberta Ferretti, ad esempio, ne ha fatto la sua roccaforte. Il toponimo del luogo proviene probabilmente da un'antica famiglia romagnola, ma c'è traccia di questa località già nelle cronache del ‘500, quando nella zona imperversava la guerra gotica, tra Ostrogoti e Bizantini.

 

E sulla linea gotica rimase anche durante la seconda Guerra Mondiale, baluardo dello sfondamento degli Alleati in terra di Romagna. Anche la strada per Montegridolfo, è tortuosa, ma alla fine ci si trova di fronte ad un paesaggio etereo, in cui la bellezza naturale della collina diventa tutt'uno, in armonia, con le "narrow streets of cobblestone", per citare Paul Simon, del piccolo centro.
 

Perdersi per i vicoli, per poi andare a gustare la cucina creativa di Palazzo Viviani, ristoro e hotel antica dimora nobiliare già nel ‘300. Per chi è alla ricerca di pasti più informali, l'Osteria dell'Accademia è il posto giusto: piadina, paste fatte a mano e la vista sul mare, lontano, laggiù.

Una curiosità per gli appassionati d'arte. La chiesa di San Rocco offre al visitatore una curiosa opera giovanile di Guido Cagnacci, grande pennello seicentesco. Nella tela "Madonna col bambino adorata dai Santi Rocco, Giacinto e Sebastiano", quest'ultimo è raffigurato con fattezze femminili. Uno scherzo, forse. Neanche troppo strano, se si considera che siamo nel cuore della goliardica Romagna.


 

Attorno al colle, decine di frantoi. E qui, in effetti, l'olio extravergine non sbaglia mai. Che provenga dall'oleificio Renzi, da Beligotti o da qualche altro, l'acquisto è assicurato. Per chi viaggia in camper, c'è una simpatica area di sosta a due passi dal borgo.
 



di Redazione 4