Mascali (Catania): città del ventennio vittima dell’Etna


Affacciata sullo stretto, con alle spalle l’Etna, troviamo ad una trentina di chilometri da Catania la città di Mascali, costruita negli anni ’30 dopo che il precedente abitato fu distrutto dall’ennesima eruzione del vulcano e dalle sue colate laviche.

 

Non era la prima volta che Mascali veniva distrutta dalla furia dell’Etna; era già successo a fine seicento e probabilmente anche molti secoli prima.

 

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi; sicuramente il territorio fu frequentato nel periodo delle grandi civiltà classiche, greca e romana e successivamente bizantina alla cui civiltà si presume derivi anche il nome della località: Mascali significherebbe appunto "ramoso", cioè “boscoso” ed il territorio è stato caratterizzato per lungo tempo proprio da bosco e macchia mediterranea.




L’antica Mascali era situata in alto, sul monte, visibile anche dal mare che, con la sua piana sottostante, divenne una cittadina medioevale conquistata dagli arabi e successivamente liberata dai normanni che la donarono al vescovo di Catania.


Le incursioni dei pirati arabi sui borghi della costa per le loro razzie di beni e di esseri umani continuarono per tutto il periodo medievale ed anche dopo, tanto che venne deciso di costruire una serie di torri di avvistamento collegate tra loro da un sistema di comunicazioni a vista; una di queste era anche a Mescali, distrutta anch'essa come le chiese, i palazzi e le abitazioni dal vulcano nel 1928.


Dopo l’eruzione di fine seicento, il borgo venne ricostruito e la città ebbe un notevole sviluppo demografico; si insediarono diverse botteghe di artigiani, mediatori, professionisti che andarono a formare il primo nucleo della successiva “borghesia” dell’epoca borbonica; sono di questo periodo l’ampliamento della cittadina con la costruzione dei nuovi quartieri di Giarre e Riposto.

 

 

Il 6 novembre 1928, giorno di San Leonardo, protettore di Mascali, la città venne praticamente distrutta dalla lava che fuoriuscita da una bocca sul fianco della montagna, si incanalò nel torrente Pietrafucile che attraversava il paese, lasciando in piedi solo una sua frazione periferica.

 

La nuova Mascali fu ricostruita a tempo di record in pochi anni, un po’ più a valle, non lontano dal mare; motivo per cui il suo centro si presenta con la caratteristica architettura del ventennio, con strade ortogonali ed imponenti edifici in stile fascista.

 

La Mascali moderna, centro di oltre tredicimila abitanti, ha subito un notevole sviluppo edilizio, legato principalmente al turismo estivo, quando le sue spiagge sono letteralmente prese d’assalto dai turisti.

 

Numerose le manifestazioni che vi vengono organizzate, sia d’estate, a beneficio dei turisti, che nel corso dell’intero anno, come nei giorni dei morti e dei Santi, quando Mascali ospita una secolare festa del bestiame.

 

In questa come in ogni altra iniziativa popolare e folkloristica, Mascali mette in mostra la sua cucina ed i suoi prodotti tipici; essendo un paese di mare e di montagna, anche la gastronomia ha queste stesse caratteristiche, con piatti a base di pesce e di carni bianche e rosse.

 

Tra i prodotti tipici locali, non c’è che l’imbarazzo della scelta; oltre agli agrumi e alle mele, si trovano anche nocciole, ciliegie, nespole e fichi d’India, oltre al vino Nerello Mascalese.



di Redazione 35