Castelli (Teramo): la città con la “Cappella Sistina delle maioliche”


Comune di Castelli


Alle falde del Monte Camicia, nel massiccio del Gran Sasso, a circa 500 metri slm, c’è Castelli, un piccolo borgo di poco più di milleduecento abitanti che fa parte del ristretto club dei Borghi più belli d’Italia.

 

Castelli, paese di origine medioevale, si trova a ridosso di uno sperone roccioso profondamente eroso dai suoi corsi d’acqua Rio e Leomogna, con le case sostenute da imponenti arcate in pietra; sullo sfondo del paese si notano i fianchi delle montagne coperti di boschi e solcate dai caratteristici calanchi.

 

Abitata dai “popoli italici”, dai siculi e da altre popolazioni, nel periodo romano il paese con tutto il territorio entrò nell’orbita di Atri, che in Abruzzo era la città più fedele a Roma ed alla caduta dell’Impero, come tutte le popolazioni italiane più esposte ai saccheggi e alle invasioni, anche le popolazioni abruzzesi si rifugiarono sulle montagne, dove si costruirono vari borghi fortificati, tra cui anche, appunto, Castelli.


 

Successivamente, con l’edificazione del monastero di San Salvatore inizia la fase benedettina della storia castellana e, in genere, dell’intera vallata del Vomano; i monaci rianimarono le sparse popolazioni attraverso la preghiera, la cura dei boschi, il valore della cultura, l’uso dell’argilla per la costruzione di utensili domestici, trasformando l’antica società agro-pastorale.

 

Il feudo passò di mano in mano alle varie famiglie nobiliari attraverso lotte di potere, guerre e matrimoni, seguendo gli eventi che caratterizzarono il territorio nei secoli a venire.

 

Il paesino abruzzese è conosciuto a livello nazionale ed internazionale per le sue ceramiche, una tradizione che risale al periodo rinascimentale e molto probabilmente anche da diversi secoli prima.

 

La tradizionale lavorazione artistica della ceramica di Castelli, pur costituendo ancor oggi l'attività economica principale, ha conosciuto in passato la sua fortuna maggiore; a rendere famosa questa sua arte sono stati sicuramente la qualità del design e la finezza delle decorazioni.

 

La nascita della ceramica a Castelli si deve soprattutto alle caratteristiche naturali del territorio, in particolate l’abbondante presenza di cave d’argilla, i corsi d’acqua, i giacimenti di silice, i boschi di faggio per la legna che alimentava i forni.


Il seicentesco convento francescano con annessa chiesa di S. Maria di Costantinopoli ospita l'interessante e particolare Museo della Ceramica e l'Istituto d'arte "F. A. Grue", intestato a due esimi rappresentanti i questa famiglia di artisti locali che hanno dato lustro, assieme a tanti altri con le loro opere, alla maiolica di Castelli.

 

Inoltre è possibile visitare la cinquecentesca chiesa di San Giovanni Battista, famosa per la sua pala d’altare in ceramica realizzata nel 1647 proprio da Federico Grue.

 

Notevolissima la seicentesca Chiesa di San Donato, nata anticamente come cona, ossia chiesetta di campagna, che sorge appena fuori dal borgo abruzzese, su una leggera altura.

 

Chiesa_di_Castelli_

 

Carlo Levi la definì la Cappella Sistina della Maiolica, per via del soffitto interamente costituito di un migliaio di tavelle del seicento di ceramica decorate con simboli araldici, animali apotropaici, scritte religiose e modi di dire, decorazioni floreali, disegni geometrici semplici.

 

Un’opera unica nel suo genere, realizzato dai vari ceramisti e decoratori del paese e restaurato una quarantina d’anni dalle Antiche Fornaci Giorgi.

 

Le antiche fabbriche artigiane, infatti, continuano ancora essere attive in molte zone del paese; tra l’altro sono ancora visibili antichi mulinetti ad acqua per la produzione dello smalto ceramico, uno dei quali è stato donato al Cai che è impegnato nell’opera di recupero.

 

In paese c’è una breve e ripida strettoia immette in piazza Marconi con la piccola chiesa di S Rocco, con un affresco quattrocentesco raffigurante “La Madonna delle Lacrime”; dal fianco della chiesa si inerpica un’ampia scalinata che conduce alla parte alta del paese, che ospita alcune fabbriche.

 

Alcune di queste sono anche nella parte più bassa, come quella di Antonio Di Simone, piena di stampi, utensili, attrezzature e la stessa atmosfera che dovevano respirare gli artigiani dei secoli passati.

 

Notevole anche la Scesa del Borgo, sotto lo strapiombo dell’abitato dove, tra le diverse botteghe artigiane e laboratori di ceramica artistica, è stato ricostruito un antico forno per la cottura a legna della maiolica di Castelli.

 

La tradizione ceramica castellana è sempre stata ben viva e solida, tanto che oggetti dalle dimensioni ridotte come fischietti, pipe, calamai, erano realizzati anche all’interno delle abitazioni stesse, in piccoli forni di cui le antiche case erano munite.

 

Uno dei tanti oggetti che veniva prodotto era un uccellino di terracotta con una cannuccia forata, un tipico gioco dei bambini che, appoggiato sull’orlo di un vasetto d’acqua, soffiandovi dentro, riproduce il verso degli usignoli.

 

Un oggetto che ancora oggi viene prodotto nella tante botteghe di ceramica di Castelli, divenuto un po’ il simbolo del borgo, tanto che è diventata una tradizione per i visitatori portarne uno a casa, a ricordo della fantasia e dell’inventiva degli artigiani ceramisti locali.

 

Dal bellissimo balcone panoramico della piazzetta del suo centro storico, che in agosto ospita il divertente e tradizionale evento del lancio dei piatti, ci si affaccia sulla sottostante vallata del Leomogna e sull’imponente scenario montuoso della catena del Gran Sasso.

 

Un centro storico che ha conservato la sua medioevalità, dove nelle piazzette, nelle strette strade a pettine, lungo le scalinate, si ergono edifici in pietra e muratura, ricchi di portali, architravi, iscrizioni ed elementi decorativi di ceramica.



di Redazione 35