Capistrello (L’Aquila): il paese dei “ranati”


Comune di Capistrello


A metà strada tra Roma e Pescara, nel cuore dell’Abruzzo, in Valle Roveto, in provincia dell’Aquila, su un colle a circa 750 metri slm, c’è Capistrello, piccolo borgo marsicano di circa 5500 abitanti.

 

Il borgo probabilmente è di origini medioevali o anche anteriore; se ne ha notizia a cavallo del millennio, quando il suo territorio è sottoposto a continue dispute tra le diverse fazioni in lotta per il potere, soprattutto per la sua posizione di controllo sulla vallata del Liri.

 

Longobardi, Franchi e Normanni si alternarono nel dominio di Capistrello; durante il loro governo si svilupparono notevolmente anche gli insediamenti religiosi quali chiese e monasteri, soprattutto ad opera di monaci benedettini.

 

Con gli Angioini, si svilupparono diverse attività, tra cui quelle agricole, l’allevamento del bestiame, la pastorizia transumante, le lavorazioni delle pelli, del cuoio e della pietra.


 

Nel corso dei secoli il territorio di Capistrello fu progressivamente bonificato, rendendo il territorio della vallata maggiormente sfruttabile per attività agricole; nel XIX secolo vennero realizzate strade di collegamento con i centri principali della zona agevolando i traffici economici e commerciali.

 

Con l’Unità d’Italia la vallata di Capistrello, come molte altre zone del centro e sud Italia, fu soggetta al fenomeno del brigantaggio che durò a lungo nel territorio della Marsica e provocò successivamente, all’inizio del secolo successivo, una forte ondata di emigrazione.


La Capistrello di oggi è un fiorente centro nel quale hanno sede importanti attività commerciali e di lavorazione edile e di carpenteria metallica, anche se la maggior parte delle attività lavorative e di studio portano comunque la sua popolazione a spostarsi verso le città vicine.

 

Veduta-di-Capistrello


Nel territorio di Capistrello vi sono alcune interessanti vestigia del passato, tra cui la chiesa di Sant’Antonio da Padova del XII secolo, quelle di Santa Barbara e della Madonna di Contra, del seicento; alcuni resti dell’antico acquedotto romano, il trecentesco Palazzo Lusi, la fortezza di Girifalco, il complesso medioevale di Collalto ed altre ancora.

 

Numerose le iniziative che vengono organizzate nel piccolo borgo marsicano e nelle sue frazioni, da quelle in occasione delle ricorrenze religiose, a quelle culturali, come il Festival Internazionale della Fisarmonica, a quelle collegate ai prodotti tipici locali, come la Festa delle Fragole, la Sagra della Cococcia e la Sagra dei Ranati.

 

I "ranati" sono un piatto misto di vari cereali soprattutto grano, mais, ceci, fagioli ed altri ancora di antichissima origine, ai quali oggi si aggiungono cotiche di maiale ed ossi di prosciutto.

 

La festa ha origine pagane; in seguito la tradizione venne raccolta dai cristiani che abbinarono la Sagra alla festa dell’Ascensione e fecero di questo il giorno in cui i "ranati" venivano distribuiti alle famiglie.



di Redazione 35