Caldogno (Vicenza): la città della Villa Palladiana patrimonio Unesco dell’Umanità


Città di probabili origini medioevali, nella piana vicentina, Caldogno è un grosso centro abitato di oltre undicimila abitanti conosciuto per la sua meravigliosa Villa palladiana, Patrimonio Unesco dell’Umanità.

 

La sua storia è strettamente legata all’omonima famiglia che ha governato il territorio per secoli, a partire dal medioevo, con Calderico, consigliere militare di Federico Barbarossa che gli concesse l’uso dello stemma con l’aquila imperiale a colori invertiti che ancora oggi caratterizza lo stemma araldico comunale.


Ai Longobardi succedettero i Franchi che organizzarono il territorio in contee e nel duecento anche Caldogno ha il suo Comune autonomo con un proprio Statuto, fin quando finì tra i dominii della Repubblica di Venezia sotto la quale trascorse un lungo periodo di tempo relativamente tranquillo, seguendone le sorti fino all’ingresso nel Regno d’Italia.


 

Il monumento principale del paese è Villa Caldogno, una bellissima residenza palladiana del cinquecento, poco distante dal centro città; l’architetto Palladio, amico di famiglia dei Caldogno, la realizzò su una struttura quattrocentesca preesistente.

 

La sua facciata, con i tre grandi archi chiaroscurati, dalla cornice bugnata che scandisce l’atrio leggermente avanzata rispetto ai due settori laterali, è un vero capolavoro di bellezza; sopra spicca un frontone triangolare, che sormonta un’alta fascia di parete cieca nel settore mediano, alla cui base c’è una singolare scala poligonale.

 

Gli interni sono ricchissimi di decorazioni pittoriche di diversi artisti dell’epoca; altri pittori intervennero nella decorazione dei due fregi del settore est della villa dove sono affiorati, nel corso dei recenti restauri, tracce di altri affreschi.



 

Quasi tutti gli affreschi ritraggono gli svaghi e le delizie della vita in villa, nella parete a sinistra sono rappresentati, attorno ad un tavolo, fanti e donzelle che giocano; nella parete a destra, un gruppo di suonatori di vari strumenti musicali; sulla volta a botte, entro un grande ovale, è raffigurato “Il Concilio degli dei”.

 

 

Nel parco della Villa vi sono camminamenti e un bellissimo giardino all’italiana in cui s’inseriscono i percorsi di collegamento con le diverse strutture; oggi è un giardino «storico», studiato per coniugare il passato con le attuali condizioni climatiche e ambientali: in futuro cresceranno carpini, oleandri, gelsi, limoni, cedri, melograni, cipressi, olmi, magnolie, roseti, alberi da frutta e bambù.

 

Durante i lavori di restauro del giardino della villa è stata anche scoperta, in modo abbastanza casuale, la peschiera cinquecentesca adiacente l’edificio, che è stata anch’essa completamente restaurata e fruibile al pubblico.

 

Altre cose interessanti da vedere a Caldogno sono le “Barchesse”, struttura seicentesca recentemente ristrutturata composta da tre corpi distinti ed il bunker, costruito durante la seconda guerra mondiale, anch’esso ristrutturato e reso fruibile per varie attività da pochi anni, che suscita, entrandovi, una certa impressione ed emozione.

 

Tre le chiese di Caldogno: quella di Rettorgole, San Bartolomeo, caratterizzata dalla bella facciata dipinta, la chiesa di Cresole, S. Urbano Papa e Martire, col campanile discosto dal lato della chiesa, circondati da un prato verdissimo e la centrale San Giovanni Battista.

 

Caldogno è ricca di prodotti dell’agricoltura, ed anche la sua cucina è decisamente apprezzata; tra i prodotti tipici locali ci sono i “Bussolà”, dolci tradizionali del periodo pasquale di antiche origini, ritratti anche in uno degli affreschi cinquecenteschi della Villa, preparati con un impasto ricco di uova e insaporito con marsala oppure, in alternativa, grappa o anice.



di Redazione 35