Marliana (Pistoia): la terra dei castelli


Comune di Marliana


In una zona in gran parte coperta da fitti castagneti, uliveti e vigneti, a metà strada tra la pianura toscana e l’appennino tosco-emiliano, c’è Marliana, comune di tremiladuecento abitanti circa della provincia di Pistoia.

 

Nel suo territorio sono presenti diversi castelli, a testimoniare l’importanza che la zona rivestiva in epoca medioevale, sia nel paese, Marliana, ed anche a Montagnana, Momigno, Casore e Serra Pistoiese.


I suoi boschi sono stati frequentati fin dall’epoca preistorica, probabilmente da liguri, etruschi e successivamente dai romani; i bizantini approntarono su queste colline una sorta di “linea gotica” contro le invasioni barbariche.

 

Il piccolo borgo, in epoca medioevale, venne conteso tra le varie signorie locali fin quando finì sotto il dominio di Firenze, quando ebbe a registrare un discreto sviluppo economico e demografico.


 

Dall’ottocento in poi il borgo, come praticamente tutto il territorio appenninico circostante, subì un forte esodo per le difficili condizioni di vita; la situazione si è invertita soltanto negli ultimi decenni, quando i castelli presenti sul territorio comunale sono stati recuperati a fini turistici.

 

Diversi gli edifici religiosi presenti a Marliana; la più importante è la trecentesca chiesa di San Niccolò, poco distante dai resti di una delle porte dell’antico castello; ristrutturata nel ‘600, questa pieve contiene al suo interno alcune interessanti opere d’arte cinquecentesche.

 

 

Dell’antico castello di Marliana, distrutto e ricostruito in più occasioni, non è rimasto più nulla, della muraglia che cingeva l’antico nucleo abitato rimane solo un breve tratto, mentre la struttura urbanistica del borgo, con le ripide stradine interne che convergono verso la parte alta del paese, è ancora quello dell'antico fortilizio.

 

Una delle frazioni di Marliana è Serra Pistoiese, borgo di origine medioevale, il cui assetto urbanistico si sviluppa lungo il crinale del monte, con una via centrale che collega le due antiche porte d'accesso ancora inserite nell'antico perimetro fortificato.


All’interno delle mura c’è la chiesa del castello di San Leonardo, la cui abside è simile a un torrione di guardia, con una pianta quasi quadrata e divisa in tre navate con colonne interne sormontate da capitelli medioevali in pietra, alcuni dei quali decorati con scene tratte dall'Antico Testamento.


La chiesa e il campanile di Casore del Monte, attorno cui si è sviluppato il piccolo borgo, sono ciò che rimane del castello duecentesco.


Poco distante c’è anche la Pieve di Furfalo, una delle più antiche pievi del territorio pistoiese, nella Valle del Fosso Pesciolino, che si raggiunge dopo una facile camminata di circa dieci minuti all’interno del bosco, sia dall'antico borgo di Serra Pistoiese che dalla vicina frazione di Panicagliora.


Secondo alcuni studiosi, la chiesa sarebbe stata fondata da missionari orientali tra il VI e il VII secolo, ai tempi dei conflitti tra Bizantini e Longobardi, lungo una strada realizzata secoli prima dai romani.

 

L'economia, un tempo esclusivamente agricolo-pastorale, con coltivazioni prevalentemente di ulivi, viti e patate, da qualche decennio ha decisamente virato verso il turismo, grazie al clima mite, la moderata altitudine, il fresco dei boschi di castagni, il bellissimo panorama sui castelli toscani ed il lontano Monte Amiata e le sue vestigia  medievali.



di Redazione 35