Francofonte (Siracusa): uno dei centri dell’arancia rossa di Sicilia


Ogni volta che mangiamo un’arancia rossa di Sicilia o ne beviamo il succo ricco di vitamine, il pensiero non può che andare a Francofonte, cittadina di circa tredicimila abitanti della provincia di Siracusa, che ha fatto della produzione di questa varietà d’agrumi il suo vanto e la sua principale fonte di ricchezza.

 

Città di origini antichissime, Francofonte fu possedimento dei Greci, dei Romani e dei Bizantini poi, i quali evangelizzarono la popolazione locale e costituirono in molte cavità naturali tanti piccoli oratori rupestri, alcuni dei quali ancora visibili.

 

Il periodo medioevale è caratterizzato dalla conquista araba che pose le basi sul colle ove sorge Francofonte; sono dei primi secoli del millennio le lotte tra i feudatari vicini per conquistarne i casali ed il Castello di Cadrà, costruito sull’altura di Francofonte.


 

Il cinquecento vede il paese siracusano diventare un centro importante e benestante della Sicilia orientale, almeno fin quando il devastante terremoto a fine ‘600 la distrusse quasi completamente.

 

Il borgo medioevale fu ricostruito abbastanza in fretta, secondo lo stile barocco molto utilizzato in quell'epoca, compresi quelli medievali, rimasti in piedi ma molto danneggiati; anche la popolazione aumentò, grazie al ritrovato sviluppo economico-sociale della città, che perdurò a lungo, in forza dell'attività agricola delle sue campagne.

 

Una vocazione che si concretizzerà a fine ottocento, con l’introduzione nella zona della coltivazione dell'arancio “Tarocco" a polpa rossa, che è diventato per Francofonte e le vicine Lentini e Carlentini un vero e proprio “Oro rosso” esportato anche sui mercati internazionali.

 

Tante le vestigia del suo glorioso passato; tra queste la chiesa di san Girolamo, col suo cinquecentesco orologio, la chiesa madre di Sant’Antonio Abate, la chiesa della Santissima Annunziata, il seicentesco Palazzo Palagonia e l’annesso Castello Alagona, la settecentesca Fontana Canali, solo per citarne alcuni.

 

francofonte

 

L'economia cittadina è prettamente agricola, incentrata sulla coltivazione degli agrumi che copre la maggior parte del suo territorio collinare; il Tarocco, il Moro, il Sanguinello sono diventati i suoi ambasciatori nel mondo, non solamente come frutta, ma anche per diverse altre preparazioni che ne derivano, come il succo, la buccia candita, caramellata e al cioccolato, liquori all’arancia e al limone, succhi di frutta e pregiatissime marmellate per la preparazione di crostate e altri tipi di dolci.

 

Molti sono anche i piatti tipici della gastronomia francofontina, come le “Impanate”, pasta stirata con dentro verdura, come broccoli, spinaci, patate, ricotta , segala ecc. chiuse a mezzaluna e infornate., oppure la “Pignolata”, dolce tradizionale della festa di S. Giuseppe, che consiste in una pasta speciale fatta a pezzettini, fritta nell’ olio e rosolata nel miele o zucchero.

 

Un’altra preparazione particolare è la “Cuccìa”, frumento messo a bagno per due giorni e poi cotto, mischiato con ceci, condito con l’olio o con il miele che si prepara in onore di S. Lucia il 13 dicembre, mentre le “Crispelle” natalizie sono fatte con pasta molle, lievitata, ripiene d’uva passa o ricotta, fritte e passate nello zucchero o nel miele.



di Redazione 35