Patù (Lecce): il paese delle “pajare”


Circondata da una fiorente e profumata macchia mediterranea, nell’estremo sud della penisola salentina c’è Patù, piccolo brogo sullo Ionio di circa 1700 abitanti ricco di monumenti come le antiche “pajare”, costruzioni che richiamano nella struttura architettonica i nuraghi della Sardegna.

 

Questa parte del tallone d’Italia è stato abitato fin dall’antichità ed è stato oggetto delle incursioni saracene che vi hanno cercato un avamposto per l’invasione della penisola salentina.

 

Patù sorse pochi decenni primi del millennio, ad opera dei profughi della vicina Vereto, distrutta dai Saraceni; il borgo sorse attorno alla chiesa di San Giovanni Battista, passando da una famiglia feudale all’altra attraverso lotte ed intrighi.

 

Pur essendo un centro di piccole dimensioni, Patù è un paesino con molte prestigiose vestigia del suo passato; tra questi il Palazzo Romano, residenza di Liborio Romano, illustre e molto discusso personaggio risorgimentale di Patù; la residenza, in stile neoclassico, che aveva la duplice funzione di abitazione per la numerosa famiglia e simbolo di potere e ricchezza.


 

Poco distante sorge anche l'ultimo dei quattro torrioni angolari che costituivano le mura del Castello, una fortificazione della prima metà del '400, andato totalmente distrutto.

 


Nella zona dell’antica Vereto c’è il famosissimo Centopietre, un monumento funebre costruito con cento grossi blocchi di pietra squadrati usati per tumulare le spoglie del Generale romano Geminiano; un tempietto di forma quadrangolare con tetto a due falde ed interno con colonnine a sostenere l’architrave ed alcuni affreschi.


La cinquecentesca chiesetta di San Michele Arcangelo, composta da un'unica navata, ospita, oltre all'altare maggiore, quattro altari laterali dedicati a San Michele Arcangelo, San Francesco d'Assisi, Madonna del Rosario e Madonna del Carmine.

 

La chiesa, con una facciata semplice e sobria, è impreziosita dal portale e dal rosone in pietra leccese di fattura tardo rinascimentale; nell’interno, al di sopra della porta d'ingresso, ospita un organo settecentesco mentre il campanile contiene cinque campane in bronzo, la più antica delle quali è del 1752.

 

La millenaria chiesa di San Giovanni Battista è invece uno degli esempi più caratteristici dell'arte romanica pugliese; l'abside contiene un ampio rosone e la facciata principale è essenziale, con una bifora al di sopra del portale d'ingresso.


Altri edifici religiosi interessanti sono la seicentesca chiesa della Madonna del Vereto, in cima alla collina omonima e la cripta di Sant’Elia, o cripta dei Verginelli, che risale ai secoli VIII-IX e venne realizzata dai monaci basiliani, poco fuori dal centro abitato, cui si accede attraverso un ingresso costituito da un varco scavato nella roccia, preceduto da tre scalini.

 

Tra le manifestazioni che vengono organizzate a Patù, quelle legate ai suoi santi sono particolarmente sentite dalla popolazione, cioè la Fiera di San Giovanni Battista e la Festa di San Michele Arcangelo, ma è anche particolarmente seguita la Sagra dei Piatti Tipici, dove la gastronomia ed i prodotti del territorio sono protagonisti indiscussi.

 

L'economia del territorio è basata principalmente sull' agricoltura in particolare sulla produzione di olio extravergine d'oliva, ed è considerevole anche il turismo balneare della sua parte costiera, soprattutto nelle località di Felloniche e Torre San Gregorio, caratterizzate dalla tipica macchia mediterranea tra cui spiccano piante come l'Alisso di Leuca, il timo, il mirto e varie specie di orchidee selvatiche.



di Redazione 35