Alberobello (Bari): la citta dei trulli patrimonio Unesco dell’umanità


Comune di Alberobello


Alberobello al centro della Valle dell’Itria e della Murgia dei Trulli, è una cittadina pugliese di circa dodicimila abitanti, nota in tutto il mondo per l’originalità della sua struttura architettonica, tanto da essere stata dichiarata patrimonio dell'umanità dell’Unesco.

 

La cittadina è sorta a cavallo del millennio, chiamata "Silva Arboris Belli", un feudo pieno di boschi e di paludi che in epoca medioevale passò da una famiglia all’altra nel corso di lotte di potere o di matrimoni combinati.

 

Verso il 1500 il feudatario al potere vi introdusse un primo nucleo di famiglie contadine per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti e nel secolo successivo iniziò la vera urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di case.


 

Il borgo fu costruito solo con muri a secco, senza l'uso di malta, in modo che potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione, i caratteristici trulli cioè, usati come povere abitazioni e ricovero di animali, facendo della Alberobello di oggi l'unica città in cui c’è ancora un intero quartiere fatto di queste caratteristiche costruzioni.

 

Dovendo utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida; i tetti a cupola dei trulli, ancora oggi, sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi che, un tempo, identificavano tra l’altro anche l’importanza e la ricchezza delle famiglie.

 

Il trullo più grande del paese, chiamato Trullo Sovrano, a due piani, costruito a metà del Settecento, oggi adibito a museo, è stato ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi ed arredato secondo il gusto d'epoca.

 

In una zona centrale dell'abitato sorge il complesso di Casa Pezzolla, quindici trulli contigui e comunicanti, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo, alcuni su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle.

 

 

In paese, oltre ai trulli, anche la chiesa di Sant’Antonio, edificata una novantina d’anni fa,
riproduce le fattezze delle abitazioni del rione; infatti su una pianta a croce greca s'innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo, che si integra perfettamente con gli edifici circostanti.

 

 

Città turistica a tutto tondo che dell’architettura delle sue abitazioni ha fatto un’attrazione turistica di valenza internazionale, Alberobello organizza annualmenter moltissime iniziative, tra le quali la rievocazione storica della cacciata del conte di Conversano ed il Presepe vivente fra i trulli, con uno spaccato della vita paesana del XIX secolo.

 

L’economia locale, dominata ovviamente dall’attività turistica, ha anche nell’artigianato una voce particolarmente rilevante: dalla lavorazione del ferro ai cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra a quella dei tessuti fino alla produzione del vino e dell'olio.

 

La gastronomia di Alberobello è rimasta legata alla sua identità, alla sua antica tradizione fatta di semplicità e genuinità, che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti.

 

Ma anche le orecchiette, i cavatiedd’e conditi con pomodoro e cacioricotta, o con cime di rape, aglio, alici e molliche fritte, i cr’sciàul, una lasagna condita con ragù di baccalà, ed anche le “brasciole”, fette avvolte e farcite con pecorino, aglio o Cipolla e prezzemolo, solo per fare alcuni esempi di una tradizione gastronomica antica e “solare” che affonda le proprie radici nella terra generosa della Murgia dei trulli.



di Redazione 35