Mafalda (Campobasso): l’antica Ripalta


Comune di Mafalda


Sulla cima di una collina con ampie zone boschive nell’entroterra molisano, stretto tra i fiumi Trigno e Biferno, c’è Mafalda, piccolo borgo di poco più di 1300 abitanti, un tempo conosciuta come Ripalta.

 

Il territorio stato presumibilmente abitato in epoca romana, come testimoniano alcuni reperti archeologici risalenti più o meno a duemila anni fa, che farebbero riferimento a delle tombe romane e ad una Villa con annesso stabilimento termale.

 

Il borgo è comunque di epoca medioevale, come evidenziato dalla rocca, a dominio dell'abitato e del territorio circostante, costruita probabilmente alla fine del XIII secolo sfruttando le mura di una chiesa preesistente.


Il villaggio è organizzato su terrazzamenti uniti da scalinate e stradine che seguono le curve di livello; un tempo era protetto da una cinta muraria, alcuni tratti della quale ancora visibili dopo un recente restauro.


 

Nella parte alta del paese c’è la chiesa di San Andrea Apostolo, con un bel portone in bronzo e campane di notevole pregio artistico.

 

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Interessante anche l’area archeologica, individuata su un terrazzamento , con i resti di una fortezza, parti di cinta muraria dei primi secoli del millennio scorso e tracce di epoca romana.


In epoca medioevale Ripalta cambiò nome in Ripalta sul Trigno ed all’inizio del ‘900 lo cambiò ancora nell’attuale, in omaggio alla principessa Mafalda, secondogenita di Vittorio Emanuele III.

 

La medioevalità di Mafalda si evidenzia anche nella cucina, con ricette povere come le “Pallotte casce e ove”, polpette di di pane, con formaggio e uova, oppure il “Baccalà con la pastella” una delle pietanze della tradizione natalizia mafaldese.



di Redazione 35