Abetone (Pistoia: il paese delle due piramidi


Comune di Abetone


Sull’appennino che divide le provincie di Pistoia e di Modena, nell’alta valle del Sestaione del versante toscano, c’è Abetone, nota località di villeggiatura sia estiva che invernale, il paese del campione olimpico di sci Zeno Colò.


Il paese non ha origini antiche come tanti altri della zona; nacque infatti negli anni a cavallo del 1770 in seguito alla costruzione della strada di collegamento fra la Toscana e il territorio estense, come stazione commerciale e di posta.

 

Durante la costruzione della strada fu abbattuto un abete talmente grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone; da questo fatto nacque il nome Abetone, che fu anni dopo assegnato al borgo che sorse in mezzo al bosco, alcune centinaia di metri prima del valico, nella parte toscana.

 

L'avvenimento è ricordato dalle due piramidi in pietra poste sul confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena, in onore di Francesco III di Modena e di Pietro Leopoldo I di Toscana; la strada, dovendo scavallare il passo, non contribuì comunque all'incremento commerciale desiderato e dopo l'unificazione italiana decadde anche come itinerario di transito, soppiantato dalla strada porrettana nel bolognese e dalla linea ferroviaria che vi correva accanto.


 

Il territorio dell'Abetone è sempre stato comunque luogo di valico dell'Appennino, anche al tempo dei romani, tant'è che si narra sia stato utilizzato anche da Annibale per entrare nell'Etruria.

 

 

Le principali attività della cittadina erano quelle rappresentate dalla manutenzione della strada: spalatori di neve per mantenere agibile il passo anche d’inverno, e boscaioli; il turismo iniziò a svilupparsi verso metà ottocento, quando si cominciarono ad usare le zone dell'Abetone per lo sci e la località fu riscoperta come luogo di villeggiatura sia estiva che invernale.

 

Nel passato la principale attività economica era quella silvo-pastorale, legata all'utilizzo del bosco; solo nell'ultimo mezzo secolo l’Abetone, che oggi conta circa 700 abitanti, grazie al turismo, si è progressivamente sviluppato, dotandosi di numerosi impianti e di attrezzature alberghiere e di ristorazione.


Nel piccolo borgo i turisti, oltre a godere del suo clima fresco e salutare, della possibilità di passeggiate più o meno impegnative lungo i sentieri e le antiche mulattieri tra i boschi e sui pendii delle montagne, non potranno mancare una visita alla chiesa di San Leopoldo, a Boscolungo, di fine settecento, eretta proprio per benedire la costruzione della strada, i suoi lavoratori ed i viaggiatori in transito.


Tra le altre cose, la zona comprende anche la Riserva Naturale dell’Abetone e quella di Campolino, oltre al Lago Nero, uno dei piccolissimi ristagni d'acqua esistente sul crinale pianeggiante dell'Appennino.

 

I turisti che scelgono l’Abetone, che a detti di molti non ha molto da invidiare alle più rinomate stazioni turistiche delle nostre Alpi, vi trovano anche una cucina fatta di piatti semplici che accompagnano da secoli le tavole delle famiglie toscane, come ad esempio la fettunta o la pasta con i fagioli.


La cucina della montagna pistoiese è nota soprattutto per l’uso della farina di castagne, utilizzata per il castagnaccio, i necci, le frittelle, le marmellate e le famose tagliatelle di farina di castagne, condite coi funghi porcini, ed anche i frutti di bosco, i formaggi e la ricotta fresca del pastore.



di Redazione 35