Giove (Terni): il borgo del castello con 365 finestre


Comune di Giove


Nella verdissima valle del Tevere, in territorio umbro della provincia di Terni, cintato da possenti mura medioevali, c’è il piccolo paese di Giove, che conta meno di tremila abitanti, che ha mantenuto il nome della mitica divinità antica.

 

Costruito sulla sommità di un colle su cui vi era un tempio dedicato a Zeus, Giove in epoca romana era un florido porto fluviale del Tevere; sono infatti stati ritrovati nel territorio moltissimi reperti archeologici dell’epoca.

 

Il borgo, con il suo castello, mantiene la sua importanza anche in epoca medioevale, grazie alla sua posizione strategica, tanto da essere spesso oggetto di contesa tra le signorie vicine.

 

Nei secoli successivi, il feudo di Giove passa da una famiglia all’altra, ciascuna delle quali ha contribuito ad arricchirlo con interventi architettonici fino a dargli l’aspetto attuale.


 

 

Il Palazzo Ducale di epoca cinquecentesca, ha mantenuto la rampa interna percorribile con le carrozze fino al piano nobile; inoltre numerose terrazze, cortili, stanze e passaggi segreti ancora da riscoprire, ne costituiscono l’articolata struttura che si compone di ben cinque piani illuminati da 365 finestre, una per ogni giorno dell'anno.

 

Al suo interno sono contenute eccezionali opere pittoriche a tema mitologico eseguite da maestri cinquecenteschi quali Domenichino e Paolo Veronese, che testimoniano l'importanza ed il prestigio delle famiglie che si sono succedute nel castello durante i secoli.


Oltre al Palazzo Ducale, a Giove, che fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia, ci sono da vedere anche la chiesa parrocchiale, di epoca barocca, la cui facciata è inquadrata da due campanili simmetrici, il Palazzo Mattei e la Chiesa di San Rocco.


Il centro storico è un classico esempio di impianto medioevale: una fitta serie di vicoli si intreccia all'interno del perimetro delimitato dalle mura medievali e caratterizzato dal sovrapporsi di archi, scale e contrafforti.

 

Sulla porta di ingresso del borgo è posto il monogramma di San Bernardino, che durante la sua opera di apostolato evangelizzò queste terre nei primi anni del XV secolo.



di Redazione 35