Monteiasi (Taranto): l’enclave albanese del tarantino


Nel territorio tarantino c'è un’antica enclave albanese, una delle poche ancora presenti nell’Italia meridionale, Monteiasi, paese di quasi 5.500 abitanti.

 

L’arrivo degli albanesi a Monteiasi risale al XV secolo; le famiglie feudatarie dell’epoca rinascimentale si succedevano ed il territorio attraversò i secoli seguendo le sorti che caratterizzarono i vari potentati che governarono nell’Italia meridionale fino ai giorni nostri.

 

In paese c’è la chiesa Matrice del XVI secolo, dedicata a San Giovanni Battista con opere di rilevante valore artistico quali i tre antichi crocifissi, per il quali c’è una venerazione antica ed una statua seicentesca in legno della Vergine Immacolata.

 

Fuori paese, nella Tenuta San Nicola, sono stati effettuari scavi archeologici che hanno portato alla scoperta di una necropoli di circa ottanta tombe con materiale funerario di origine greca.


 


In onore del patrono, il Santissimo Crocifisso, Monteiasi celebra in due occasioni l'antica solennità del ritrovamento della Croce ad opera di Sant’Elena, una tradizione ultracentenaria per il paese, che ha dedicato a questo evento una vetrata nella navata destra della Chiesa.

 

L’agricoltura del suo territorio offre raccolti abbondanti: sono tanti i vigneti e gli oliveti attorno alle masserie di campagna, dove spesso sono prodotti anche oggetti d’artigianato e lavorati gli stessi prodotti alimentari come vini, olio ed uva da tavola.

 

C’è comunque da dire che se un tempo l’economia di Monteiasi era a prevalente vocazione agricola, oggi le lavorazioni collegate all’Ilva di Taranto, al suo indotto ed alla lavorazione dell’acciaio, sono diventate la principale fonte di reddito delle famiglie.

 

Molte sono anche le famiglie che hanno un qualche loro componente impiegato nell’industria aerospaziale Alenia, dove si costruiscono componenti aeree per una multinazionale americana, a conferma della rilevanza economia che l’industria pesante ha oggi in questa zona rispetto all’agricoltura.



di Redazione 35