Cervatto (Vercelli): piccolissimo borgo nella “Conca di Smeraldo”


Comune di Cervatto Valsesia


Ad un migliaio di metri slm in alta val Mastallone, in provincia di Vercelli, c’è il piccolissimo borgo di Cervatto, comune di nemmeno cinquanta abitanti composto da altre sei piccole frazioni situate in posizione panoramica sui versanti del monte; una zona che, per la bellezza e la ricchezza dei suoi boschi, viene chiamata “Conca di Smeraldo”.

 

La posizione panoramica, a dominare tutta l’alta, aperto a 360° tra le valli del Mastallone e del Cervo, rendono Cervatto uno dei più pittoreschi della Valsesia.

 

L’ambiente circostante è dominato dalla natura incontaminta e piena di animali, tra i quali spicca il cervo, cui si richiama il nome del torrente e dello stesso borgo, che vivono in pace nei boschi pieni di itinerari e mete sorprendenti e interessanti.

 

Conosciuto da molto tempo dalla borghesia torinese e lombarda, Cervatto ha in passato ospitato anche le Famiglie Borsalino, Marchesa, Bayla, Banfi, Dell’Acqua e Koelliker che salivano sul Mastallone per la grande pace e tranquillità che vi potevano trovare.


 

E’ infatti un luogo adatto a passeggiate tranquille e piacevoli seguendo i sentieri principali che sono tenuti in buone condizioni, così come buona parte delle baite della zona che sono state ristrutturate e vengono usate come case di vacanza.

 

Cervatto-

 

Nel borgo c’è la seicentesca chiesa di San Rocco, che contiene una pregevole tela duecentesca e l’imponente villa-castello costruita a fine ottocento.

 

Dalla piazzetta della chiesa parte il “Sentiero dell’Arte, realizzato dal CAI, una stradina che si inoltra tra i boschi per raggiungere le altre frazioni; in ordine sono Cadvilli, dove si trova l’oratorio della Madonna della Neve, con un bel porticato a tre arcate; poi Cadiano, col suo piccolissimo oratorio di Sant’Antonio; Giavina, sede del settecentesco oratorio della Madonna Consolata.

 

Orlino, con la chiesetta di San Martino e l’isolato oratorio dei Santi Pietro e Paolo, che domina il paesaggio, è il borghetto successivo, prima di giungere all’alpe Taponaccio, un gruppetto di case che sorge attorno a un piazzaletto, con al centro una fontana e l’oratorio di San Defendente.

 

Infine, un ripido sentiero conduce all’oratorio della Madonna del Balmone, dedicato alla Vergine di Oropa e considerato il santuario mariano di questa verde vallata, meta nei secoli di viandanti e pellegrini.

 

I turisti che salgono a Cervatto non ripartono mai senza un prodotto caratteristico e tipico della zona, il Puncetto”, nome che significa "piccolo punto".


Si tratta di una trina preziosissima che viene eseguita esclusivamente in Valsesia dove, secondo tradizione, pare sia giunta con l'invasione saracena un migliaio d’anni fa.



di Redazione 35