Celle San Vito (Foggia): paese di tradizioni francoprovenzali della Daunia pugliese


Comune di Celle San Vito


Nell’area dei Monti Dauni Meridionali, su un colle ad oltre 700 metri slm, come un balcone sul sottostante Tavoliere delle Puglie, c’è Celle San Vito, piccolo borgo di nemmeno 180 abitanti, circondato dai boschi, della provincia foggiana.

 

Celle di San Vito è uno di quei paesi caratteristicamente raccolti in poche case, attorniato da vaste ed estese boscaglie; dall’alto del suo sperone di roccia, se il tempo lo permette, si arriva a vedere il mare azzurro del golfo di Mafredonia.

 

La particolarità di questo paese è quella di essere, oltre che il meno popoloso dell’intera regione, anche quella di essere una enclave francoprovenzale, l’unica isola linguistica del genere assieme alla vicina Faeto, in Puglia.

 

L’origine del borgo pare sia del periodo a cavallo del millennio quando, presso il torrente Freddo, costituitosi attorno ad un piccolo convento benedettino dedicato a San Nicola di cui è sconosciuta l'epoca della fondazione, dove i monaci accoglievano i pellegrini in viaggio per la Terra Santa nelle cosiddette “celle”.


 

Verso il 1345 divenne una colonia francese, quando Carlo d’Angiò, venne ad insediarvisi portandovi i suoi coloni mercenari e la lingua doltr’Alpe, il franco-provenzale parlato ancora oggi nel paese, tanto che fino ad una trentina d’anni fa alcuni anziani abitanti parlavano solamente questo idioma il quale è oggi salvaguardato dalla legge sulle minoranze linguistiche e attorno al quale vengono organizzate svariate iniziative.

 

Poco fuori del paese sorge l'antico Santuario di San Vito, di origine medievale, mentre nel piccolissimo borgo la costruzione più caratteristica è la "Porta dei Provenzali".

 

 

Sono numerose le iniziative che vengono organizzate nel piccolo borgo di Celle San Vito: dalla Via Crucis del Venerdì Santo alla Sagra dell’agnello, quando la cucina dauna si mette in mostra con i suoi straordinari prodotti e dove la carne d’agnello viene coniugata in mille modi, in ricordo di quell’epoca delle transumanze che non è mai stata dimenticata.


Così come anche la Festa di San Vito, San Modesto e Santa Crescenza, che si tiene due volte l’anno, con una processione molto sentita dalla popolazione devota che segue composta i carri addobbati e drappeggiati con sopra le statue dei suoi santi; oppure la Festa dell’emigrante, quando l’intero paese si raduna attorno ai propri amici e parenti che ritornano al borgo per qualche giorno per ritrovare la propria lingua, con la quale viene anche celebrata una messa.


La Festa patronale di S. Vincenzo Ferrer e la Sagra dei Cicatelli, un tipo di pasta simile ai cavatelli ma un po' più lunghi, senza apertura centrale, e con un'incavatura all'interno, servita con sughi o salse a base di carne o di verdure molto saporite, sono altri appuntamenti tradizionali che la popolazione di Celle San Vito predilige per ritrovarsi, divertirsi e rinnovare la sua secolare cultura francoprovenzale.

 

L'economia della zona è strettamente legata all'agricoltura, favorita anche dalla presenza di alcuni corsi d'acqua che rendono piuttosto fertile e coltivabile il terreno; notevoli anche le attività collegate alle zone boschive delle colline circostanti.



di Redazione 35