“I Paesi del Pane” della Sardegna di Nord Ovest: Sassari, Sorso, Ozieri


STL Sardegna Nord Ovest


Testo di Andrea Di Bella

 

Sassari, Sorso, Ozieri -


Se lasci le cristalline trasparenze del mare di Alghero, le rocce tormentate e selvagge di Capo Caccia e ti addentri nel cuore della provincia di Sassari, nella parte nord-occidentale della Sardegna, entri in un territorio in cui l’aria, intrisa di effluvi marini e di essenze mediterranee portate dal Maestrale, diventa protagonista.


Qui la genuinità dei cibi è frutto della cultura e dell’ambiente. Ogni paese ha una produzione locale: il perno di tutta l’alimentazione è il cibo più naturale e frugale che ci sia, il pane. Qui il pane è di volta in volta espressione di festa e di augurio, si adatta alle diverse circostanze della vita, segue il pastore nelle sue faticose migrazioni lontano da casa, assume fogge e nomi diversi secondo i luoghi e le ricorrenze.


 

Da sempre esso è, per i Sardi, messaggero di schietta genuinità racchiudendo nelle sue semplici forme l’autentico carattere delle genti. In parecchie case perdura intatta la consuetudine, impregnata di religiosità, di produrlo nei forni a legna.

 

Le protagoniste sono sempre le donne. C’è il pane a grandi forme rotonde che si taglia a fette, “pani tunni”, lo “zichi”, rotondo e schiacciato privo di mollica, il “carasau”, secco, sottilissimo, leggero e altri mille tipi. E poi ci sono i pani delle occasioni speciali, con i quali si entra nel più autentico folklore: il pane segue il ciclo della vita sottolineandone le tappe più importanti, dal battesimo al matrimonio, fino al giorno della morte.


 

Come assaggiarlo? Lasciamoci andare, allora, lungo un percorso insolito ma altrettanto affascinante, dove la natura incontaminata, il paesaggio, la storia, la cultura, le tradizioni e i rapporti umani forti ti conquistano e ti accompagnano.

 

Partiamo da Sassari e chiediamo “lu cozzulu”. Fragrante pane di farina di semola, ciccioli, noci e mandorle. Delizioso appena sfornato e servito tiepido come dolce o a colazione. Lì vicino c’è Sorso e non perdete l’occasione di sgranocchiare il croccante “biscottu isperradu”, magari con del pecorino.

 

Non ci si può perdere, nel percorrere queste vie del pane, un passaggio a Ozieri ove oltre ad apprezzare il grande maestro della pittura si possono visitare i fragranti panifici. Noto come "Spianata di Ozieri", è un pane antichissimo arrivato immutato fino ai nostri giorni. E’ molto usato sia nel quotidiano che nelle giornate di festa, anche durante il lavoro dai contadini e pastori grazie alle sue capacità di mantenere gusto e fragranza inalterate per giorni. Ancora oggi nei panifici moderni viene confezionato con acqua, sale, lievito e il migliore semolato di grano.

 

Il pane di Ozieri si prepara a sfoglia circolare, sottile e di morbida consistenza, chiamato pane fine, pane modde o pane poddine. Ottimo pane per accompagnare una casciola di agnello o avvolgere fette di prosciutto e salsiccia appena tagliata. 



di Andrea Di Bella