Curtarolo (Padova): il paese della Madonna Mora


Comune di Curtarolo


Nel cuore della pianura Padana, a pochi chilometri da Padova, c’è Curtarolo, un antico centro romano sulle rive del fiume Brenta, del quale sono state rinvenute numerose tracce e reperti archeologici, alcuni dei quali risalenti anche alla preistoria, a testimonianza di una presenza umana precedente.

 

In epoca longobarda Curtarolo, che oggi conta poco più di settemila abitanti, divenne un passaggio strategico sul fiume, una scorciatoia per l’importante capoluogo, cui era assoggetata.

 

I secoli successivi videro Curtarolo contesa dalle varie signorie in lotta tra loro per il predominio dell’intera regione circostante, fin quando non finì come tutto il territorio nell’orbita della Serenissima Repubblica di Venezia.

 

E’ di questo periodo la costruzione di molti degli edifici religiosi presenti nel suo territorio, dalla pieve di Santa Maria, andata ormai perduta, al monastero di Santa Giuliana, d’epoca trecentesca, al duecentesco oratorio francescano, il monumento più prestigioso di Curtarolo.


 

 

Oggi l’oratorio è diventato il santuario della madonna di Tessara dove si venera la piccola statua di una Madonna “Mora” di origine incerta che si dice sia stata miracolosamente trasportata fin qui dalle acque del fiume.

 

Nel XV secolo sorse nei pressi del borgo la prestigiosa Villa Bozza, dimora della famiglia veneziana dei Bembo, che vi impiantò una prima attività industriale con un mulino lungo la roggia del Piovego, tutt'ora esistente, che rappresenta una delle maggiori realtà agro-industriali del padovano.

 

La Pieve di Curtarolo, dedicata a Santa Giuliana, protettrice delle partorienti, è l'antica parrocchiale cui facevano capo varie chiesette sparse nel territorio.

 

Molti gli eventi organizzati a Curtarolo, tra cui la Sagra della Madonna di Tessara e quella della Madonna del Carmine; in questa come nelle altre occasioni di festa, la gastronomia ed i vini dei Colli Euganei si accompagnano piacevolmente alle celebrazioni liturgiche, con la presenza di bancarelle di prodotti tipici locali e regionali.

 

Tra i piatti tipici locali, da non dimenticare i famosi “bigoli”, la pasta più tradizionale del Veneto, prodotto di tradizione contadina in uso fin dai tempi della Serenissima e speciali, se conditi con il sugo di anatra.



di Redazione 35