Summonte (Avellino): antico centro medioevale della seta


Comune di Summonte


Immerso nel Parco Regionale del Partenio, sopra un poggio di 750 metri slm, alle pendici del monte Vallatrone, troviamo Summonte, paese di circa 1600 abitanti, suddiviso in tre distinti parti: il centro urbano e le due frazioni Starze ed Embriciera, formatisi dalla progressiva urbanizzazione di antichi casali medievali.

 

Il territorio di Summonte è frequentato fin dall’antichità, prima dell’arrivo dei romani; il borgo viene formandosi comunque dopo la caduta di Roma, attorno ad un’abbazia con una chiesa che rientravano nella giurisdizione di quella di Montecassino.

 

Come sempre succede, sono proprio le strutture monastiche a promuovere l’accentramento abitativo e la progressiva trasformazione del paesaggio agrario in un razionale sistema produttivo.

 

Succede anche nel territorio di Summonte, con la coltivazione del castagno, della vite, dell’ulivo e del nocciolo, insieme a coltivazioni particolari come quelle del lino e del gelso.


 

In epoca normanna viene costruito un poderoso castrum, in posizione dominante sulla valle, realizzato sia per fungere da dimora che da fortilizio, che fu successivamente ampliato ed ulteriormente fortificato da due cerchie di mura e dotato di una torre rotonda.

 

Nei secoli successivi il borgo, diventato nel frattempo feudo, si fa conoscere proprio per la coltivazione del gelso e per l'allevamento del baco da seta, del quale esiste un atto che è il più antico documento sulla bachicoltura in Italia.

 

Le varie signorie medioevali si alternano nel governo del paese fino all’800, quando
Il feudalesimo venne definitivamente estirpato; in pratica Summonte è stato, fino agli albori della modernità, essenzialmente un presidio militare.

 

Torre_di_Summonte-

 

L’elemento superstite del sistema di fortificazioni è la duecentesca torre cilindrica a base tronco-conica, attorno alla quale recenti scavi archeologici hanno portato alla luce resti di un fortilizio quadrangolare con torrette circolari negli angoli ed il mastio al centro.


Tutta l’area castellare è stata oggetto di interventi e riqualificazioni recenti che hanno portato a ricostituire parte dell’antica cinta muraria, riscoprendo i terrazzamenti del vecchio insediamento da dove si può godere tra l’altro di un’ampia vista panoramica sul centro urbano e sulla montagna.

 

Lo spazio della torre e del castello oggi riportati all’antico splendore ospitano nel loro interno una mostra permanente, con documentazioni di vario tipo relative alla storia del territorio e alle sue risorse naturali e il museo civico di Summonte.

 

In paese, oltre alla chiesa di San Nicola di Bari vi è la cinquecentesca chiesetta di Sant’Andrea, semplice e dignitosa con un unico altare centrale ed un ampio arco a tutto sesto ed una facciata priva di decorazioni con il classico coronamento a timpano con occhio centrale ovale.

 

Degni di nota anche i palazzi di chiaro impianto cinquecentesco, con corte interna e ingresso monumentale come palazzo Pepere, palazzo Brosca, palazzo Montella e palazzo De Cristofaro, come anche l’Arco di San Nicola, dedicato al Santo patrono, di origine medioevale che era una delle porte che permettevano l’accesso alle strutture fortificate del borgo antico.

 

Summonte ha una grande varietà di prodotti tipicamente locali, molti dei quali conosciuti anche ben oltre i confini comunali e regionali; tra questi troviamo castagne, nocciole, fragole, more;
 formaggi cole la ricotta, il caciocavallo ed i pecoriniinoltre sopressata di maiale e di cinghiale; liquori di castagne, di erbe, nocino e fragolino, fino alle marmellata di castagne, il 
miele ed i funghi
e tartufo nero che si trovano nei boschi delle montagne circostanti.



di Redazione 35