Decimomannu (Cagliari): il paese dei ponti antichi e dei nuraghe


Comune di Decimomannu


Nella grande piana del Campidano, in un territorio povero d'acqua, ma importante quale nodo stradale e ferroviario, c’è Decimomannu, in provincia di Cagliari.

 

La città è antica, come dimostrano i tanti reperti nuragici ritrovati nelle campagne di Uta, Decimoputzu e Villaspeciosa, nei dintorni di Decimomannu, il più importante dei quali è è il complesso monumentale di Monte Truxionis un nuraghe con annesso villaggio.

 

L’origine della città è romana, come attesta il suo stesso nome, che significa “la decima pietra miliare da Cagliari”, sorta presumibilmente su un precedente insediamento fenicio-punico.

 

La sua storia è comune a quella di tutta l’area cagliaritana, con frequenti passaggi di mano da un potentato all’altro delle famiglie locali; subì le stesse dominazioni straniere, soffrì per le stesse grandi pestilenze, fu vittima delle stesse generali crisi economiche, politiche e spirituali che nel corso dei secoli si alternavano nel capoluogo.


 


Tra i monumenti degni di nota ci sono due ponti antichi, uno in località "Bingia Manna", sul tracciato della strada romana tra Decimomannu e Uta, e l'altro in località "Spainadroxiu" di origine medievale, chiamato dai decimesi su "Ponti de su Tiaulu" o de "Is Aramigus".

 

Sono numerosi i luoghi di culto presenti a Decomomannu, a testimonianza della devozione della sua popolazione; particolarmente venerata è la Vergine Martire S. Greca, con la sua chiesa cinquecentesca, come quella di Sant’Antonio Abate, i due patroni della città.


Quest’ultima ha all’interno dei pilastri sormontati da bei capitelli gotici ed una fonte battesimale del ‘700; la facciata è impreziosita da un portale gotico e da un rosone.

 

Al culto di S. Greca, che si tramanda da tempo immemorabile, è oggi dedicata anche una grande sagra alla quale partecipano centinaia di commercianti provenienti da tutta la Regione e anche dalla Penisola, oltre a tantissimi pellegrini che si recano al santuario per invocare la grazia o per ringraziare di averla ricevuta, facendo dono di preziosi di ogni genere.

 

Durante la manifestazione i prodotti tipici dell’isola sono presentati e serviti in abbondanza: tra questi Sa Panada, il Matzamurru, le Caschettas, il Parduas, i Pirichittus ed i Gueffus, solo per citarne qualcuno.



di Redazione 35