A spasso con Mestolo a Fabrizia (Vibo Valentia): borgo vibonese con chiese e dipinti antichi


Comune di Fabrizia


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Mestolo in giro per le serre del vibonese ci porta a visitare il piccolo e garbato centro urbano di Fabrizia. Il borgo dall’alto dei suoi quasi mille metri di altezza sul livello del mare, domina, regalmente, un ampio territorio incontaminato; formato da seducenti catene montuose e da un incantevole patrimonio boschivo, con alberi di pini, castagni, faggi e abeti. Il bellissimo nome di donna, che porta, ci potrebbe far pensare ad una dedica fatta dal fondatore alla sua amata. Non è così!

 

 

Il borgo fu fatto costruire nel 1591 da Fabrizio Carafa, Principe di Roccella, come dimora estiva, il quale lo intitolò a se stesso mutando, semplicemente, il suo nome Fabrizio in Fabrizia. I primi abitanti giunsero dai paesi di Castelvetere, l’odierna Caulonia e Roccella.

 

L’amico cuoco, perlustrando tra le vie del paese, ci porta a visitare la chiesa Madre, collocata nella piazza Regina Margherita. L’ edificio sacro, dedicato a Santa Maria delle Grazie, fu costruito nel 1594 e nel tempo ha subito diversi interventi di restauro e di rielaborazioni in quanto sempre danneggiato dai vari, tragici, terremoti che hanno interessato il territorio calabrese. Possiede un prospetto a due ordini, chiuso tra due campanili dalla forma quadrata.


 

 

L’interno a pianta a croce latina, divisa in tre navate, conserva una settecentesca scultura in legno che raffigura Santo Antonio, Patrono di Fabrizia, di scuola napoletana. Da ammirare, anche, il Battistero in marmo e la raffinata Acquasantiera risalente al Settecento. Nel mese Giugno si effettua la “Tredicina”, cioè il pellegrinaggio che i fedeli intraprendono nei tredici giorni che precedono la festa del Santo.

 

 

Alcuni, particolarmente devoti, percorrono scalzi il tragitto sino alla chiesa Matrice. Altra bella chiesa da conoscere è quella del Santissimo Rosario, che fu un origine la Cappella gentilizia fatta costruire da Gennaro Carafa nell’anno 1742, al cui interno si può ammirare una pregevole icone del Seicento che ritrae la Madonna del Rosario



di Redazione Calabria