Carovigno (Brindisi): la città salentina della "Nzegna"


Comune di Carovigno


Nell’alto Salento, sopra un colle circondato da un mare di olivi secolari dai quali si produce un olio d’oliva profumatissimo e conosciuto ovunque, c’è Carovigno, cittadina brindisina di circa 16.000 abitanti, di antica origine messapica.

 

Dopo la dominazione romana Carovigno, per la sua posizione sopraelevata e dominante sul fertilissimo terreno circostante, venne contesa e più volte saccheggiata, distrutta e ricostruita da tutte le dinastie che occuparono l’area: Bizantini, Goti, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, fino ai Veneziani ed ai Borboni.

 

Ogni periodo storico ha lasciato nella cittadina salentina qualche resto dei suoi trascorsi: dalle mura megalitiche, massi rozzamente squadrati ai ruderi della cinquecentesca cinta aragonese, con le sue tre porte d’accesso al centro storico, al poderoso castello Dentice di Frasso.


 

Quest’ultimo è una residenza fortificata del XIII secolo, con un impianto triangolare, molto raro nell’architettura militare italiana, con torrioni negli angoli tra cui uno a mandorla.

 

Tutto il centro storico di Carovigno ha mantenuto nel tempo la sua struttura medioevale; al suo interno, oltre al castello, si possono ammirare Porta Brindisi, Porta Nuova e l’Arco del Prete, la seicentesca chiesa di Sant’Anna, cappella privata dei feudatari del tempo, restaurata in stile neoromanico.

 

 

La cattedrale dell’Assunta, chiesa parrocchiale cittadina, ha un particolarissimo abside interno scavato da dieci nicchie disposti su due ordini.

 

Poco fuori dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruito nell’ottocento sul posto di un preesistente monastero di cui resta una cripta a si accede scendendo 47 scalini.

 

Nel territorio di Carovigno sono presenti altri elementi architettonici che riportano ad un passato di devozione ma anche di potenza, come il seicentesco Castello di Serranova, nella cui cappella è custodito un Crocifisso che ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi.

 

Ed ancora la cinquecentesca Torre Santa Sabina, di forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato posta lungo il corso della antica via romana «Traiana» e la Torre Guaceto, postazione di avvistamento antisaracena del XVI secolo.

 

Sulle colline che delineano il panorama di Carovigno sono evidenti le coltivazioni di ortaggi che si alternano agli oliveti ed ai mandorleti, mentre sono invece limitate quelle a vigneti.

 

Oltre all’agricoltura, l’economia locale è caratterizzata anche da una rinomata attività artigianale legata alla filatura della lana ed alla lavorazione di una pietra calcarea di cui il territorio è particolarmente ricco, adatta per pavimentazioni e rivestimenti.


Tra le varie manifestazioni, oltre a quelle legate alle ricorrenze religiose, la più importante è la “Nzegna”, una processione con la messa all'asta del trasporto a spalla della Statua di S. M. di Belvedere per le vie principali della città, con il relativo corteo storico religioso dei Battitori della "Nzegna", delle Congregazioni religiose con i relativi stendardi e Palio, degli Sbandieratori della "Nzegna" e del "Rione Castello".



di Redazione 35