Fiastra (Macerata): il “comune sparso” nei Sibillini


Comune di Fiastra


All’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nella parte marchigiana della provincia di Macerata, troviamo Fiastra, un bellissimo e piccolo borgo di circa 600 anime nella vallata del fiume Fiastrone.

 

Il suo territorio è ricco di storia, ma anche di bellezze artistiche e naturalistiche, uno dei quali è il lago artificiale su cui il borgo si specchia, circondato dal bosco.

 

In realtà Fiastra è un “comune sparso”, fatto cioè di frazioni e piccolissimi villaggi disseminati nelle colline circostanti, su un territorio ricco di acqua, di boschi, di pascoli, di fauna e di flora, luoghi poco noti, spesso fuori dai tradizionali itinerari turistici, che tuttavia conservano dei veri e propri gioielli artistici e paesaggistici.


 

La storia di Fiastra parte da molto lontano, probabilmente dal neolitico e successivamente divenne un possedimento romano; in epoca medioevale il borgo diviene feudo di diverse casate nobiliari fin tanto che finisce sotto il dominio dello Stato Pontificio, a metà del ‘500.


 

Di quell’epoca sono rimasti gli impianti urbani dei vari villaggi, ognuno con il suo castello, la sua pieve, le sue case medioevali.

 

La più fiorente attività della vallata del Fiastrone, praticata dal medioevo fino agli inizi del novecento, era la lavorazione di lana, canapa e lino con cui si realizzavano manifatture conosciute in Italia ed all’estero.

 

 

Nel borgo di Fiastra si erge maestoso sul colle di San Paolo, il Castello con le sue mura parzialmente demolite e due delle sette torri originali, dove le popolazioni della valle trovavano rifugio per sé e per il bestiame e le derrate, in caso di incursioni nemiche.

 

Accanto c’è la chiesa abbaziale di struttura romanica a tre navate, risale al X secolo che, nonostante i vari rifacimenti dei secoli successivi, ha mantenuto i caratteri originari della costruzione.

 

Nei pressi del borgo c’è il lago artificiale di Fiastra, per la produzione di energia idroelettrica il quale, grazie alla sua bellissima posizione, tra monti e boschi, attira ogni anno molti turisti, soprattutto d’estate.

 

Turisti che vagano alla scoperta delle vette circostanti, lungo i pendii boscosi, nelle strette e selvagge valli, fino alle colline, coltivate e cosparse di piccoli villaggi che circondano lo specchio d’acqua del lago.

 

Non distante c’è anche la millenaria abbazia di Fiastra, il più importante edificio monastico delle Marche, fondata da monaci cistercensi, fautori anche di una una imponente opera di bonifica del territorio, allora paludoso, boscoso e infestato da animali feroci.

 

Nei secoli successivi i monaci cistercensi organizzarono il territorio dell'Abbazia in “grange”, le aziende agricole dell’epoca, favorendo le coltivazioni dei campi e le attività artigianali, facendole diventare centri economici, fiorenti ed autonomi, acquisendo al contempo ricchezza, potere e nuovi territori da amministrare, fino ad allargare la loro sfera d’influenza anche nelle attività marittime, mercantili, creditizie e culturali.

 

In epoca rinascimentale il complesso è stato parzialmente saccheggiato, distrutto e quindi anche ricostruito o ristrutturato con una serie di edifici che completavano la struttura monastica: la sala del capitolo, l’auditorium, lo scriptorium, il dormitorio, sostituito in parte dal neoclassico Palazzo Bandini, la Sala delle oliere,il Refettorio dei conversi e il Cellarium.

 

L’abbazia è stata per lunghi secoli il centro civile e religioso di questo territorio caratterizzato da piccoli centri abitati che hanno sempre avuto rapporti più o meno stretti con il monastero; oggi l’Abbazia è proprietà pubblica inserita nella Riserva Naturale dell’Abbazia di Fiastra, che gode anche della salvaguardia del WWF.



di Redazione 35