Lupara (Campobasso): il borgo dei lupi


Comune di Lupara


Arroccato in cima ad un colle che domina la valle del fiume Biferno, in provincia di Campobasso, ecco un paese il cui nome è associato nella memoria collettiva ad un’altra cosa: Lupara.

 

Il paese, che un tempo si chiamava Luparia, probabilmente a causa dei lupi che infestavano il territorio circostante oppure in quanto nelle campagne intorno al borgo cresceva abbondante un’erba velenosa dallo stesso nome.

 

L’origine del paese, che oggi conta appena poco più di cinquecento abitanti, è probabilmente d’epoca medioevale, quando era governato da una dinastia feudale che assunse proprio il nome del paese, cioè Luparia.

 

Situato in una posizione collinare, il territorio attorno a Lupara è particolarmente fertile e ne favorisce l'agricoltura, con colture cerealicole, in particolare grano, orzo e avena.


 

Anche la produzione olearia, tra le migliori della regione, ha una certa rilevanza, tanto che Lupara fa parte dell’elenco di città dell'olio.

 

Lupara

 

Il centro storico del borgo è di origine medievale e conserva ancora, in parte, la caratteristica costruzione delle case addossate al castello e alla chiesa.

 

Tutta la vita cittadina si svolge attorno alla piazza del paese, dove si trovano gli edifici pubblici più importanti: il Comune, le scuole elementari e l'ufficio delle Poste e Telecomunicazioni, la sala anziani e il nuovo centro socio-culturale.

 

In cima al colle, sovrastante il paese con la sua imponenza, si trova il millenario castello medioevale, che ha subito vari processi di trasformazione nel corso dei secoli, pur mantenendo l'antica struttura.

 

La seicentesca Chiesa di Santa Maria Assunta, che sorge sui resti di un antico tempio pagano, nella parte alta del paese, ed ancora inagibile a causa del terremoto di dieci anni fa, è in pietra con una facciata tre portali, corrispondenti alle sue tre navate.



Sui pilastri dell’edificio vi sono piccoli dipinti raffiguranti le croci per la consacrazione e San Pietro con la spada, mentre ella parte posteriore della chiesa c’è il campanile, che faceva parte dell’antico castello, attualmente ridotto in ruderi, e che serviva come probabile via d’accesso alla chiesa.

 

Adiacente alla chiesa matrice, edificata nell'anno mille, c’è la chiesa di San Nicola, attualmente sede della Congrega del SS. Rosario.

 

Appena fuori del paese, a ridosso dell'area naturalistica denominata "Vallone", c’è un antico mulino ad acqua nei pressi di un ponte altrettanto antico, che attraversa la vallata, con le vasche di accumulo che ne permettevano il funzionamento.


A Lupara la cultura gastronomica è strettamente collegata alle tradizioni contadine e pastorali di un tempo: si trovano cavatelli e fusilli; "taccozze e ceci"; "sagnetelle e fagioli" e "pizz' e foglie", un impasto di farina di granturco e una verdura simile alle foglie dei broccoli cucinato sotto cenere, la cui origine si deve ad una tassa istituita nel Settecento, che colpiva la legna da ardere per cuocere, aggirata cuocendo sotto la cenere.



di Redazione 35