Morro d’Oro (Teramo): città della Porta Santa


Comune di Morro d’Oro


Situato strategicamente su un crinale che divide la valle del Vomano da quella del Tordino, in provincia di Teramo, c’è Morro d’Oro, paese di circa 3.600 abitanti la cui posizione strategica ne ha influenzato la storia fino ai giorni nostri.

 

Le sue origini sono medioevali, quale insediamento francescano dei Frati Minori Conventuali; era il periodo in cui i borghi venivano realizzati presso i castelli.


In questo territorio a dettar legge era la famiglia Acquaviva, che governò il territorio fino al ‘700 prima di passare ai Borboni di Napoli e seguire la storia del successivo evolversi degli eventi fino ad oggi.

 

Tra le cose da vedere c’è la millenaria Abbazia di Santa Maria di Propezzano, in stile gotico-romanico, ancora perfettamente conservata come quando fu edificata allora dai monaci benedettini, grazie ai restauri eseguiti rispettando le forme e le caratteristiche originali, anche nei materiali utilizzati.


 

 

 

L’abbazia è nota anche per la “Porta Santa”, un portale monumentale finemente scolpito in pietra, con quattro serie di cornici degradanti con numerosi fregi a rilievo, tra cui quello a punte di diamante, di derivazione cistercense.

 

Notevole anche la trecentesca Chiesa di San Salvatore, in stile gotico, che contiene bellissimi altari lignei e dipinti del 1500 e 1600 e una statua della Madonna in cotto di scuola atriana del 1500.

 

Poco fuori paese c’è il Convento di Sant'Antonio, di epoca medievale che pare debba la sua fondazione alla venuta di San Francesco d’Assisi, sconsacrato e ridotto in abbandono per oltre 200 anni, è stato parzialmente ristrutturato dall’attuale proprietario.

 

La struttura complessiva, con i suoi mattoni a vista, i muri a scarpa, il loggiato, il porticato con gli archi a tutto sesto ed il grande campanile a vela per due campane, è rimasta sostanzialmente quella originaria.

 

L’ubicazione strategica di Morro d’Oro, a pochi chilometri dalle montagne e ancor meno dal mare, ne hanno condizionato lo sviluppo, trasformando il territorio da attività esclusivamente agricola ad una più integrata agricola-artigianale-industriale.

 

La sua economia è basata, da una parte sull’agricoltura, con colture selezionate, in particolare ad ortaggi e frutteti, oltre a quelle tradizionali, soprattutto cerealicole; dall'altra sul terziario e sull’artigianato, prevalentemente edile.



di Redazione 35