Taggia (Imperia): città dell’oliva “Taggiasca”


Comune di Taggia


Nell’entroterra della Valle Argentina, in provincia di Imperia, troviamo il paese di Taggia, che si estende fino al mare, con la sua parte balneare chiamata Arma.


Taggia, 14.500 abitanti, fu un centro sul mare dei celti e dei liguri prima e dei romani poi, quando divenne una importante stazione di sosta e rifornimento per le truppe in viaggio verso occidente.


Dopo la sua distruzione da parte dei longobardi gli abitanti si spostarono nell’interno, dove venne costruito il nuovo paese ed alcuni monaci benedettini ne organizzarono la vita e la ripresa economica.


Fin da allora si cominciò l'opera di bonifica della zona arginando le foreste che si affacciavano sul mare; in valle Argentina i benedettini fondarono anche altri centri religiosi, come l'abazzia di Santa Maria del Canneto ed alcuni eremi e comunità, incentivando anche la coltivazione dell'olivo, determinando la caratteristica di una varietà chiamata appunto "Taggiasca".



Le incursioni saracene alla fine del primo millennio, ripetutesi anche in diverse altre occasioni nei secoli successivi, ed il successivo periodo feudale causarono notevoli problemi, con dispute continue tra le fazioni e le maggiori città in lotta tra loro per il dominio territoriale e marittimo.


Già nel XIV secolo Taggia divenne un importante nodo per il traffico commerciale sul mare; l'olio, il vino, la frutta ed i prodotti dell'artigianato, dalla costa ligure giungevano fino in Inghliterra.




Notevole il centro storico con antichi edifici quali il palazzo Curlo, poggiante su quattro arcate in pietra e il cinquecentesco palazzo Asdente-Carrega, con due portali scolpiti.

 

CARUGI-

 

Taggia conserva pressochè integro l'aspetto medievale, con voltoni e archi di sostegno fra antiche case dai portali in ardesia scolpita a bassorilievo; 
il ponte medievale, a 16 arcate che attraversa il torrente Argentina; la chiesa romanica della Madonna del Canneto, del XII sec.;

il quattrocentesco complesso monumentale di San Domenico.

 

Il complesso comprende la chiesa gotica a conci bianchi e neri ed il convento, con un armonioso chiostro, sul quale si aprono il refettorio e la sala capitolare, dove si possono ammirare importanti affreschi, quadri, sculture, preziosi volumi antichi,

 edicole votive di diverse epoche storiche, alcune delle quali di grande valore artistico.

 

Attorno a Taggia vi sono borghi medievali, ben conservati, quali Badalucco, ove si svolge ogni anno la caratteristica "Sagra dello stoccafisso"; Montalto, ove è possibile ammirare gli affreschi trecenteschi della chiesa romanica di San Giorgio; Triora, borgo dalla particolarissima atmosfera creata dalla sua struttura architettonica fatta di vicoli, piazze, cortili, scalinate, alte case dal portali scolpiti, arroccate le une alle altre su un poggio in splendida posizione panoramica, noto per esservi stati celebrati numerosi processi per stregoneria, documentati nel piccolo museo.


 

Tra le tante iniziative che si organizzano a Taggia e nelle sue frazioni, ci sono quella dei “Furgari” evento che rievoca uno sventato assedio da parte di truppe saracene nel medioevo ed anche “Il ballo della morte” ed una serie di feste in occasione di ricorrenze religiose dedicate ai santi venerati localmente.

 

Di livello nazionale, invece, a Taggia si tiene il Premio Nazionale “Ossi di Seppia”, concorso nazionale di poesia e letteratura.

 

Il turismo, soprattutto quello balneare ad Arma di Taggia, è la principale attività economica del paese; nell’entroterra si è invece consolidata una secolare tradizione agricola legata alla floricoltura ed alle coltivazioni di agrumi ed ortaggi, oltrechè l’olivicoltura di varietà Taggiasca e la conseguente produzione di olio, commercializzato a livello nazionale ed internazionale.



di Redazione 35