Trieste tra intrighi emozionali e sentimenti d’autore: Passeggiando col naso all'insù


Tutto nasce da un post letto sulla pagina Facebook di Friuli Venezia Giulia Turismo: "Vuoi essere TESTIMONIAL del Friuli Venezia Giulia? Pubblica qui il tuo itinerario di un giorno in una della città del FVG e potrai ritirare negli Infopoint di Gorizia/Pordenone/Trieste/Udine una FVGcard da 48h fino ad esaurimento scorte. Cosa aspetti?"


Allora ho pensato: perché non raccontare un itinerario prendendo spunto dal video “Trieste, Sentimento d’Autore” diretto da Andrea Sivini ed inserito nel progetto Italo Svevo Intrigo Emozionale dedicato al 150° anniversario della nascita dello scrittore che ho ideato e realizzato per conto del Centro Studi Luigi Einaudi, Assessorato Regionale al Turismo e Camera di Commercio di Trieste?.

 

E' un percorso che ho proposto qualche giorno fa ad una coppia di torinesi che stava acquistando dei souvenir dove stavo comperando il giornale e mi ha chiesto delle informazioni; successivamente mi hanno richiamato dicendomi che gli era piaciuto ed allora ho pensato di riproporlo anche ai nostri lettori... Caratteristica principale di chi mi vuol seguire è la volontà - almeno in centro - di girare con il naso all'insù.


 

 

Recentemente ho incontrato numerosi turisti al Mercato Coperto di Trieste (un tempo chiamato in dialetto triestino "piaza"), un grande punto di attrattiva in moltissime città e capitali europee ed è proprio per questo che voglio farvi partire da qua.


Al piano terra oltre ai banchi di frutta e verdura (anche biologici), carne e pesce, spezie e fiori troviamo i prodotti tipici triestini compreso il classico prosciutto cotto tagliato a mano ma anche prodotti di altre regioni italiane, un'edicola con - oltre a ricariche e biglietti del bus - un fornitissimo assortimento di souvenir e cartoline; salendo al piano superiore invece troviamo abbigliamento, scarpe, biancheria, articoli da regalo ed un antiquario con tantissimi articoli da collezione, quadri, libri e dischi che ricorda tanto Montmartre ed il mercato delle pulci Saint Ouen a Parigi.


Le vecchie grate di protezione sono arricchite da vecchie locandine di film incorniciate e l'atmosfera che si respira è veramente magica.

E' operativo occasionalmente anche un piccolo punto informativo turistico, ma materiale sulla città e sulla regione è possibile reperirlo anche al piano terra nelle aree di sosta (e se non lo si trova chiedete a Cinzia, la fioraia...).


Dopo il giro al mercato - proprio di fronte uscendo su Largo Barriera - è assolutamente indispensabile una sosta ristoratrice alla Pasticceria Pirona, locale storico d'Italia già luogo prediletto di Joyce, dove assieme ad un buon caffè potremo assaggiare i dolci tipici della nostra città come le favette dei Santi o le castagne di marzapane mignon che si trovano solo a novembre ma anche la "zatina" di pasta sfoglia ripiena di crema pasticcera che ti si scioglie in bocca oppure i cornetti di noci.

 

 

Una volta rifocillati si riprende il tragitto.... percorrendo il corso Saba arriviamo in Piazza Goldoni (nota anche come la piazza con il porta cd) pronti ad affrontare pieni di energia (dolci e caffè... ricordate!?!??!) la Scala dei Giganti sicuramente faticosa per i meno atletici ma panoramica ed appagante non appena si arriva in cima e si può godere di una straordinaria vista sulla città.


Arrivati alla fontana/obelisco proseguiamo nella passeggiata lungo la via Capitolina attraverso il parco della Rimembranza fino ad arrivare ai resti romani, al Castello ed alla Cattedrale di San Giusto. Dopo un'immersione nel cuore e nella storia della città, riprendiamo il nostro itinerario scendendo dalla via del Castello proseguendo per Via della Cattedrale fino a Via della Bora ed alla Via del Trionfo dove si trova l'Arco di Riccardo.


Ancora pochi passi attraversando la piazzetta e lasciandoci l'arco alle spalle e ci troviamo sulla spianata di Santa Maria Maggiore, Santuario dedicato alla Madonna della Salute a cui i triestini sono molto legati in primis per la grazia ricevuta quando ha salvato la città dal colera nel 1849 e poi perchè è uno degli edifici sacri più importanti della città, unico esemplare di stile barocco tra le chiese locali e fucina di ricchezza d'arte straordinaria.


Al suo fianco vediamo la Basilica non cattolica di San Silvestro una delle chiese più antiche della città risalente a circa il 1100.


Considerato che la fame oramai comincia a farsi sentire, scendiamo la scalinata del Santuario e ci troviamo proprio alle spalle del Municipio: varie sono le opportunità da gustare in zona. Si passa dalle cose stuzzicate e veloci alle birrerie tradizionali o alla caratteristica cucina di pesce. Tutto innaffiato da ottimi vini del territorio o regionali oppure da eccellenti birre artigianali.Sicuramente felici dopo la pausa pranzo ci apprestiamo a continuare il nostro itinerario.

 

Scegliamo il centro città: da piazza dell'Unità smaltiamo le calorie di un pranzo mitteleuropeo composto da jota (tipica zuppa invernale), crauti e patate in "tecia" ed ovviamente una fetta di strudel di mele abbinati ad un ottimo terrano del Carso con una passeggiata sul Molo Audace.


Proseguiamo sulle rive arrivando al Canal Grande meglio noto come Canale di Ponte Rosso dove si affacciano numerosi ed importanti palazzi: ne nominiamo solo 3 a partire dal Palazzo Gopcevich, prestigiosa sede museale, la chiesa neoclassica di Sant’Antonio Taumaturgo, il tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione.


Da Piazza del Ponte Rosso imbocchiamo la Via Roma e ci dirigiamo verso Piazza Vittorio Veneto dove - al pianoterra dello storico Palazzo delle Poste di Trieste, già sede dell'Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell'Impero Asburgico - ha sede il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa.


All'interno del museo si possono ammirare la ricostruzione di un ufficio postale di fine milleottocento e quella di un ufficio postale militare da campo mentre accanto all’entrata si trova un piccolo pezzo della nave-laboratorio Elettra di Guglielmo Marconi.


Dal Palazzo delle Poste imbocchiamo la Via Galatti per arrivare in Piazza Oberdan dove si trova la fermata del Tram di Opicina (attualmente in manutenzione e sostituito dalla linea 4) che ci porterà a concludere il nostro itinerario in maniera sicuramente molto suggestiva.


Se avremo la fortuna di salire sulla vettura N° 411 sappiate che questo è il più vecchio tram marciante ancora esistente oggi in Europa e che la linea a trazione elettrica con locomotori a cremagliera Trieste Opicina è stata inaugurata il 09 settembre 1902.


Arretrando ancora un po' nel tempo è piacevole ricordare che la prima "ferrovia a cavalli" urbana è entrata in servizio a Trieste all'alba del 30 marzo 1876, un solo anno dopo Parigi ma in anticipo di un anno rispetto a Roma e Bologna e sei anni rispetto a Milano.


Tornando alla parte finale del nostro giro, in inverno l'ora ideale per prendere il tram (che parte ogni 20 minuti) sono le 16.00 mentre d'estate sono le 18.00 e questo perchè scendendo alla fermata dell'Obelisco di Opicina sarà possibile gustarsi appieno uno straordinario tramonto sulla città e sul golfo con una breve passeggiata sulla Strada Napoleonica fiammeggiante di colori in autunno e dai profumi inebrianti in primavera-estate.

 


Concluderà la giornata una sosta enogastronomica in una delle tradizionali trattorie del Carso gustando qualche piatto della tradizione. Ovviamente ritorno in autobus... ma basta informarsi degli orari al numero verde di Trieste Trasporti oppure sul sito e tutto sarà facilmente raggiungibile.
 



di Eva Trinca