Licata (Agrigento): la città del liberty siciliano


Licata, è un paese di poco meno di 40.000 abitanti sulla costa sud della Sicilia, al limite occidentale del Golfo di Gela, attraversato dal fiume Salso.

 

Il suo territorio è prevalentemente collinare e marittimo, con spiagge alternate a scogliere; alcuni rilievi litoranei che conferiscono alla costa particolari pregi paesistici, mentre l’entroterra è caratterizzato dalla vasta area pianeggiante di “Piana Romano”.

 

Il terreno qui è dedicato a coltivazioni cerealicole, mandorleti, pascoli, coltivazioni di viti, carrubi, ulivi, alberi da frutta, agrumi e da qualche anno anche ad ortaggi in serra,n tra cui i pomodorini a grappolo ed i meloni “cantalupo”.

 

Consistente anche l’attività che si svolge sul mare; la pesca è rappresentata da una flotta numerosa di imbarcazioni ed anche l’indotto è particolarmente sviluppato, anche con impianti di acquicoltura per l'allevamento e la produzione di branzini ed orate destinati alle maggiori catene alimentari.


 

Nell'artigianato occupano un posto di riguardo la cantieristica navale, la lavorazione del legno, del ferro battuto, il ricamo, la produzione delle reti da pesca, la costruzione dei carretti, la confezione di dolciumi e la produzione di torroni.

 

Il settore turistico da qualche anno ha ripreso vigore e si sta allargando; spiagge sabbiose da una parte, spiagge di ciotoli dall’altra, inframezzate a scogliere, calette, piccole baie e promontori naturali caratterizzati dalla presenza di ampie praterie di Posidonia oceanica, fanno di questa zona una dei più belli della costa, ed anche il grande e moderno porto turistico sta dando un notevole contributo al rilancio di Licata in chiave turistica.

 


La città è molto antica, probabilmente preistorica e già in età medioevale aveva più o meno la conformazione attuale; le varie dominazioni succedutesi in Sicilia nel corso dei millenni hanno lasciato una presenza tangibile soprattutto nell'architettura civile e religiosa e nella struttura urbanistica della città.

 

Ne sono validi esempi l'impianto arabo del quartiere della Marina, la struttura del quartiere Maltese di S. Paolo e la tipologia barocca dei corsi principali di Licata, come i vari ritrovamenti archeologici risalenti al Paleolitico, Mesolitico e Neolitico ritrovati e conservati epresso il Museo Archeologico cittadino, nei locali del chiostro della Badia.

 

Altri reperti significativi di licata sono il Faro, tra i più alti d’Italia, il cinquecentesco Castel Sant’Angelo, il Palazzo di Città, espressione del liberty siciliano, la quattrocentesca chiesa matrice di Santa Maria Nuova e quella ancor più antica di Santa Maria La Vetere.

 

Notevoli anche ii palazzi nobiliari barocchi, come Palazzo Bosio, i palazzi Frangipane e le ville liberty costruite ad inizio novecento in collina sopra la città.

 

Numerose le manifestazioni cittadine, legate soprattutto alle ricorrenze religiose, nel corso delle quali la tradizione culinaria licatese viene messa in mostra proponendo le sue specialità.

 

Ad esempio, in occasione del Corpus Domini si preparano i “muffuletti” dei pani impastati con farina, cannella, spezie e semi di anice; a Pasqua si relalano ai bambini i i “Panarini o Cannileri”, e si repara “a' pupa ch'i ficu”, pane di grano duro e fichi secchi a forma di bambola, mentre il primo dell'anno si porta a tavola “u' Taianu”.



di Redazione 35