Bari Sardo (Ogliastra): non solo un meraviglioso mare turchese


Al centro della costa tirrenica della Sardegna, a pochi chilometri da un mare turchese, c’è Bari Sardo, comune di circa 4.000 abitanti che si estende tra spiagge e colline, caratterizzato da un territorio con un ricco patrimonio antico e suggestivo.


Infatti nel territorio di Bari Sardo vi sono monumenti archeologici risalenti sia al periodo nuragico che prenuragico e del neolitico, con numerose domus de janas nelle cui vicinanze spesso si trovano isolate delle macine scavate nel granito.

 

Numerosi nuraghi sparsi in tutto il territorio e maggiormente concentrati nelle alture che costeggiano il corso d'acqua più importante, il Riu Mannu e sull'altopiano di Teccu.


Tra questi i nuraghi di Ibba manna, Ibbixxedda, Niedda Puliga, Moru e Mindeddu, le tombe dei giganti Canali, Uli e Pitzu Teccu, dove c’è, in una posizione strategica che domina tutta la baia di Cea e che premette ai visitatori di godere di uno splendido paesaggio, il nuraghe Sellersu.



La necropoli di Pizzu'e Monti è costituita da due domus de janas, in buono stato di conservazione, scavate su un affioramento di porfido rosso; la prima domus, situata a 109 metri slm, è costituita da un'anticella e da tre celle a sviluppo longitudinale mentre la seconda, monocellulare, è poco più sopra.

 

Funtana Su Rettore è invece una necropoli situata nell'omonima località sulle colline di Su Pranu, costituita da tre domus de janas bicellulari, in buono stato di conservazione, che si sviluppano in sopraelevazione dall'esterno verso l'interno.

 

domus_de_janas bari_sardo

 

All’interno del centro abitato c’è la seicentesca chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Monserrato, che risalta nel tessuto urbano per la sua imponenza e per la maestosità della cupola ottagonale e del suo campanile decorato in stile barocchetto.


In paese troviamo anche le chiese campestri di San Leonardo e Santa Cecilia; la prima, cinquecentesca, fino a qualche anno fa ridotta allo stato di rudere, ha subito di recente un restauro che consente di ammirarne la sua semplice bellezza.


All'interno del centro abitato è poi possibile ammirare, districandosi tra le viuzze strette della sua parte più antica, porzioni del centro storico in cui son ancore presenti alcune antiche e tipiche abitazioni.

 

Ma il vero simbolo di Bari Sardo è senza dubbio la sua splendida seicentesca Torre Aragonese che, per la sua bellezza ed imponenza, caratterizza l'intera zona costiera di Torre di Barì, lo sbocco a mare di Bari Sardo.

 

La torre, di forma troncoconica, è collocata su un affioramento roccioso bagnato quasi totalmente dal mare quasi a farlo sembrare un isolotto; l’edificio, di chiara impronta miliatre, ha un'altezza di 12,75 metri e un diametro alla base di 11,40 metri; ai suoi piedi è poggiato uno dei cannoni da guerra che un tempo ne costituivano la difesa.

 

Bari Sardo torre

 

Il corso dell'anno Bariese è cadenzato da numerose ricorrenze, prevalentemente a carattere religioso, che coinvolgono l'intera popolazione e gli abitanti del circondario, durante le quali sono celebrati antichi rituali ed affascinanti tradizioni.

 

Tra questi eventi abbiamo i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, quando viene acceso un enorme falò e distribuiti ai partecipanti dolci e vino; il carnevale Bariese; la Via Crucis, la processione del Corpus Domini, quando i balconi e le finestre delle abitazioni vengono ornati con preziosi tappeti e coperte realizzati al telaio.

 

Particolarmente importante è l’antichissima Sagra de Su Nenniri, dove vasi contenenti germogli di grano, detti appunto “su nenniri”, accompagnati da croci di paglia di avena ornate da fiocchi, pani pintau e frutta di stagione vengono portati in processione dalla chiesa di San Giovanni e gettati in mare ai piedi della torre spagnola con significato propiziatorio.

 

In questi momenti, come in diverse altre occasioni, la cultura locale, la musica etnica isolana e l’enogastronomia locale sono sempre protagonisti, come anche alla Sagra dei Culurgionis dove si assapora il tipico piatto ogliastrino accompagnato dall’ottimo cannonau rosso.

 

Prodotti tipici agro-alimentari sono, oltre a "is Culurgionis", anche su pistoccu, sa coccoi, su casu ageru e s'arrubiolu; tipici del paese anche i cuscini e le coperte in lino, lavorato con la tradizionale tecnica cosiddetta “a pibionis”.

 

In queste occasioni, è sempre possibile anche trovare i malloreddus, la “sa coccoi” una focaccia, di zucca rossa o di Cipolla e zucchine cotta al forno al legna; arrosti di vari tipi di carne, cotti allo spiedo, tra cui spiccano per bontà l'arrosto “de copieddu” , il maialetto, o di pecora.


Non sono pochi i panifici e le case private che hanno ancora i loro forni a legna dove vengono cotti, come un tempo, su pani pintau, il pane decorato, su pistoccu e su moddizzosu, o i dolci tipici come pabassinas, panisceddas, amerettus, cigiri pistau, gattou, che vengono mangiati sorseggiando un bicchierino di caratteristico Abba ardenti.



di Redazione 35