Avola (Siracusa): cittá della Mandorla e del Nero d’Avola


Comune di Avola


A sud di Siracusa, sulla costa ionica del golfo di Noto, c’è Avola, città di oltre 30.000 abitanti caratterizzata da un impianto urbanistico del suo centro storico a struttura esagonale.

 

La città ed il suo territorio è un coacervo di straordinarie peculiarità sia dal punto di vista culturale ed ambientale, sia da quello turistico e gastronomico; negli ultimi secoli dello scorso millennio Avola, grazie al suo clima, ha visto nella sua piana la coltivazione della canna da zucchero, quella della mandorla e quella del Nero d’Avola.

 

La sua storia si perde nella notte dei tempi ed ha visto alternarsi al potere tante civiltà, ognuna delle quali ha lasciato qualche eredità interessante, molte delle quali sono andate perdute con le incursioni ed occupazioni vandalistiche successive.


 

Con l’arrivo degli arabi e successivamente con quello degli aragonesi la città, che era situata in una località sopraelevata pochi chilometri nell’entroterra, sul monte Aquilone, si rianima e, dopo un violento e distruttivo terremoto, viene rifondata sul mare.

 

La nuova città fu edificata a pianta centrica e secondo una struttura geometrica e razionale che le conferì quel nobile aspetto che ancor oggi la caratterizza, con la costruzione anche di alcuni pregevoli edifici come il Palazzo Ducale, Palazzo di Città, il Teatro Comunale ed anche alcune chiese: Sant'Antonio Abate, Sant'Antonio di Padova e la maestosa Chiesa Madre.

 

 

Nei dintorni della città si apre un territorio di straordinaria bellezza, tra il mare, le spiagge dorate ed i monti Iblei, che comprende anche la bellissima Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile e quella di Vendicari.

 

Cava Grande del Cassibile comprende, oltre a bellissimi laghetti e cascatelle creati dal fiume Cassibile, anche una necropoli protostorica, i caratteristici “ddieri”, grotte a piú piani scavate nella roccia calcarea, tra cui la grotta della Cunziria, villaggio rupestre adibito alla concia delle pelli.

 

Da ammirare anche l’antichissimo “dolmen”, una struttura megalitica ritrovata alcuni decenni fa, costituita da una enorme tavola che poggia su due pilastri, modellata per intero nella roccia, come anche la villa romana del II secolo a.C., sul lungomare della città.

 

 

Anche le rovine dell’antica Avola, sul monte Aquilone, sono degne di nota, con la presenza del settecentesco Eremo della Madonna delle Grazie.

 

L'economia del territorio è legata soprattutto ai prodotti agricoli ed alle coltivazioni; la pesca, nonostante la città sia affacciata al mare, è sempre rimasta un’attività marginale.

 

In particolare le coltivazioni della vite e dell’ulivo hanno caratterizzato il territorio avolese; è diu fine ottocento la realizzazione del Palmento e Frantoio Midolo, detto “u trappitu”, un museo etno-antropologico degli antichi mestieri collegati alla vite ed all’ulivo, dove sono rappresentate la pigiatura dell’uva nelle tradizionali vasche in pietra, il torchio “a cannizzu”; le attrezzature per la frangitura e per la spremitura delle olive.

 

ll Nero d'Avola è il prodotto più noto e caratteristico dell’area; è il vitigno rosso più rinomato della produzione vinicola siciliana, di origine antichissima, una volta usato solo come uva da taglio per dare colore e corpo ad altri vini.

 

 

Oggi i vini prodotti da uve di Nero d'Avola, in genere i locali “Cerasuolo di Vittoria” ed il “Frappato”, con sentori di spezie e viole oppure di frutta a bacca rossa più o meno matura, ma anche il Merlot, il Cabernet Sauvignon e lo Syrah, sono esportati ed apprezzati in tutto il mondo perché sono vini di carattere forte, eleganti, che si prestano ad un lungo invecchiamento.

 

Tra i prodotti più tipici di Avola c’è la pasticceria, legata alla coltivazione nelle zone limitrofe di una particolare varietà di mandorla, la Mandorla Pizzuta d'Avola.



di Redazione 35