Vogogna (Verbania): il borgo ossolano delle “beole”


Comune di Vogogna


All’interno della Val d’Ossola, in Piemonte, troviamo Vogogna, piccolo borgo antico, di poco più di 1.700 anime della provincia di Verbania, tanto tempo fa antica capitale dell’Ossola.

 

Il borgo, bandiera arancione del TCI, ha probabilmente origini romane ma, come per molti alti posti, è stato il periodo medioevale a lasciare le maggiori tracce di se, con l’impianto urbanistico del borgo, i palazzi, le chiese.

 

Nel 1328 Vogogna diventa capitale dell’Ossola Inferiore dopo che vi si trasferiscono i superstiti di Vergonte, distrutta da un alluvione; pochi anni dopo passa sotto il controllo dell’arcivescovo di Milano e viene destinata a baluardo a difesa del ducato; i Visconti vi costruiscono il castello e ristrutturano mura e rocca.

 

Negli anni successivi si susseguono le lotte per il dominio sul territorio, in particolare con Domodossola, capitale dell’Ossola Superiore, sulla quale prevale, iniziando un periodo di prosperità che dura circa un secolo, quando cadrà sotto le dominazioni spagnola prima ed austriaca poi, prima di passare sotto i Savoia, i francesi ed infine essere accorpata al Regno d‘Italia, diventando uno dei tanti comuni della valle.


 

 

Diverse gli esempi dell’architettura medioevale e rinascimentale che si sono ben conservati a Vogogna; ad esempio il rione San Carlo, con i suoi edifici sei-settecenteschi ed il centro storico, un tempo interamente circondato da mura.


Qui, percorrendone la via principale, si trovano le caratteristiche botteghe degli artigiani ed altri edifici con belle balconate fino a giungere in una piazzetta con il trecentesco Palazzo Pretorio, quello del Gabelliere, alcune dimore signorili come la seicentesca villa Biraghi Lossetti e la chiesetta di Santa Marta.

 

Uscendo fuori dal piccolo centro storico, scendendo nell’antica piazza Camillo, ci si trova nel retro della trecentesca Casa Marchesa, la più antica casa nobiliare di Vogogna.

 

Poco distante vi sono i resti delle mura di cinta medioevali, dalle quali, attraversando un buio passaggio arcuato, si giunge al Palazzo dell’Insinuazione ed alla suggestiva Piazzetta del Pozzo.

 

 

Da questa partono uno di stretto viottolo acciotolato che porta all’altra estremità del borgo, il “Cantun Sura”, dove si trovano il Castello Visconteo e diverse case addossate le une alle altre, secondo la tipica logica costruttiva medioevale.

 

L’intero borgo è caratterizzato proprio dalle sue strade strette e acciotolate, dalle sue abitazioni grigie ed antiche, quasi tutte ricoperte da tetti fatti con le caratteristiche “beole”.

 

Oltre al Castello Visconteo, che con la sua torre rotonda domina il borgo, è bello girovagare per le stradine, immaginando il cigolare di un carretto, lo scalpiccio dei cavalli, il tintinnare delle armature; immergedosi cioè nel clima che certamente si respirava nelle epoche passate.

 

Appena fuori dal paese si incontra l’antica chiesa di San Pietro, la prima parrocchiale, di probabile origine longobarda, con affreschi quattrocenteschi, nel cui cortile c’è una fontana realizzata con un mascherone di origine celtica.

 

Seguendo una mulattiera, in una ventina di minuti si arriva all’antico borgo di Genestreto, dove la medioevalità è ancora più accentata dai suoi viottoli e case in pietra.

 

Tra i prodotti alimentari tipici della Val d'Ossola, i formaggi e i salumi sono in cima alla lista, mentre tra i piatti caratteristici del borgo gli “gnocchi all'ossolana” sono al primo posto.

 

Si ricavano da un impasto di farina di castagne, zucca e passata di patate lesse, e si condiscono con burro fuso e formaggio locale.



di Redazione 35