Pesche (Isernia): un paese che sembra uno scaffale di libri


Comune di Pesche


Arroccato lungo i ripidi pendii del monte San Marco, macchia bianca contro il verde della montagna ed il grigio delle pietre, c’è Pesche, in provincia di Isernia, piccolo ed antichissimo borgo sui cui tetti incombono i ruderi dell’antico castello.

 

Il paese, a mezzacosta, nacque prima del millennio in seguito allo spostamento delle popolazioni di Bagno d’Isernia a causa delle invasioni barbariche, passando poi sotto la dominazione longobarda.



Il borgo si è sviluppato in poco tempo tra la chiesa di S. Angelo e un insediamento benedettino dipendente dal monastero di S. Vincenzo, risalendo il costone del monte, in modo imponente ed originale, con torrioni, mura perimetrali e, all’interno, mini abitazioni, ora purtroppo tutti in stato di abbandono e ridotti in ruderi.

 

Ogni abitazione è stata costruita abbarbicata al pendio roccioso del Monte San Marco, le une sovrapposte e affiancate alle altre, quasi a terrazza, tra vicoli e piazzette che si aprono su un panorama naturale molto suggestivo.



 

Il castello attorno al quale si è venuto ampliando il borgo medioevale, ha rappresentato la dimora fortificata dei diversi signori e signorotti che si sono susseguiti nel tempo nel dominio della zona.

 

Attorno al 1100 l’intero territorio fu ceduto alla potente Abbazia di Montecassino e rimase dominio benedettino fino al 1700; sei secoli di relativa prosperità sotto l’egida dei monaci, che vi avviarono varie attività agricole ed la costruzione di numerosi edifici religiosi.

 

Pesche3

 

A metà del ‘400 il paese fu raso al suolo da un disastroso terremoto e ricostruito nei decenni successivi, compresi anche molti luoghi di culto; nella ricostruzione i portali in pietra dei portoni d’ingresso di diverse case vennero scolpiti con figure di fantasia che si possono tutt’ora ammirare in giro per il paese.

 

Tra le cose da vedere, la settecentesca Chiesa Parrocchiale di San Michele, protettore del paese, costruita sui ruderi di due precedenti chiese di diverse epoche medievali; il quattrocentesco Santuario di S. Maria del Bagno, anche questo edificato sui ruderi di precedenti chiese a loro volta costruite sui ruderi di un tempio pagano romano.


All’interno del Santuario c’è un mosaico recentemente restaurato, al centro del quale vi è un quadro raffigurante la Beata Vergine del Bagno, che deve il suo nome alle terme di acqua sulfurea presenti in epoca romana.


Nei dintorni del paese c’è la Riserva Naturale Orientata di Pesche, un sistema montuoso pieno di faggi, querce e tantissime altre diverse specie di piante, oltre che una grandissima varietà di uccelli, mammiferi, anfibi e rettili, all’interno della quale sono stati allestiti sentieri naturalistici ed itinerari per chi ama passeggiare e fare trekking.

 

I prodotti tipici del posto, e del territorio circostante, derivano dalla cultura contadina che giunge da lontano, una cultura povera, ma genuina, naturale e autentica.

 

nodi di trippa

 

Anche le ricette dei piatti di questa terra contengono ingredienti che vengono mescolati sapientemente e con delicatezza, quasi a seguire il lento scorrere del tempo.

 

Tra questi piatti, troviamo ancora i “nodi di trippa” che sono ricavati dall’intestino dell’agnello lattante che ha mangiato i resti del grano durante la spigolatura, e poi la “pezzata” di pecora, le “pollotte” e le tante preparazioni di carne di maiale.



Anche i formaggi, retaggio di una tradizione pastorale e di transumanze secolari, hanno i loro prodotti caratteristici, come il burrino, i pecorini, la ricotta, la mozzarella, la stracciata ed il caciocavallo.



di Redazione 35