Portofino (Genova): la perla tra le perle del Tigullio


Il Golfo del Tigullio è una delle tante, bellissime, località costiere della Liguria, dove i piccoli borghi si specchiano come tante perle nell’azzurro turchese e nel verde smeraldo del sua mare.

 

Una di questa, perla tra le perle, è la rinomata Portofino, conosciuta in tutto il mondo; meno di 500 residenti, parecchi di più durante il periodo estivo, Portofino è uno dei più caratteristici e pittoreschi borghi marinari dell’intera costa ligure.

 

Il piccolo borgo è situato in una baia ai piedi dell'omonimo promontorio e fa parte del Parco naturale regionale di Portofino e all’omonima Riserva marina.

 

 

E’ molto probabile che il borgo, data la sua posizione riparata dai venti e dal mare e con il clima così mite, sia stato abitato fin dall’antichità e che successivamente divenisse un sicuro approdo per le navi.


 

Con la romanizzazione della Liguria, Portofino divenne colonia romana per poi passare sotto la giurisdizione degli imperatori del Sacro Romano Impero nell’Alto Medioevo e quindi proprietà dell’abbazia di San Fruttuoso.

 

In epoca medioevale il piccolo borgo passò da una famiglia feudale all’altra, sotto le insegne della Repubblica di Genova e in certi momenti del Ducato di Milano, fino all’avvento dei francesi napoleonici prima e dei Savoia poi.

 

Le varie epoche hanno lasciato nel piccolo borgo ligure alcune vestigia, come la
Chiesa parrocchiale di San Martino presso il borgo più antico di Portofino e la Chiesa di San Giorgio, al di fuori del borgo in posizione dominante, risalente al XII secolo e ricostruita interamente nelle sue forme originarie dopo il bombardamento che la distrusse nella seconda guerra mondiale.

 

Nel centro storico c’è anche il trecentesco Oratorio di Nostra Signora dell'Assunta, sede della confraternita omonima fondata dalla Comunità dei Disciplinanti nel XIV secolo, ristrutturata e modificata già nel secolo successivo.

 

All'interno della valletta del Niasca, tra Paraggi e Portofino, c’è il suggestivo duecentesco Eremo di Sant'Antonio di Niasca, raggiungibile solo attraverso un sentiero tra i boschi.

 

 

In alto, a dominare l’antico e colorato borgo di pescatori, c’è Castello Brown, già di San Giorgio, del XVI secolo e restaurato più volte successivamente e completamente dismesso e disarmato dopo l’Unità d’Italia, quando fu acquistato dal console inglese a Genova, che modificò l'originale struttura secondo i canoni architettonici e il corredo interno di quell'epoca, tra cui l'innalzamento delle torri e la trasformazione dell'antica piazza d'armi in un giardino pensile.

 

Il borgo è perfettamente integrato all’interno del Parco di Portofino, un luogo di notevole bellezza sia dal punto di vista naturalistico sia da quello storico-antropologico, dove natura e attività umana convivono in armonia.

 


All’interno del Parco sussistono tre "civiltà": quella marinara, quella dell'ulivo, e quella del castagno, unite da una fittissima rete di sentieri che attraversano ambienti selvaggi, insediamenti rurali e borghi marinari ricchi d'arte e storia, offrendo paesaggi che lasciano attoniti per la bellezza e particolarità.

 

Dal tempo del grande afflusso di ospiti stranieri, nei primi anni del Novecento, l'economia di Portofino, una volta incentrata sulla pesca e sull’agricoltura, è ora strettamente legata al turismo; il comune e i suoi dintorni sono un'importante meta turistica, soprattutto per i flussi stranieri, abbastanza elitari, che l’hanno classificata una dei più gradevoli porti turistici del Mar Mediterraneo.



di Redazione 35