Guardiagrele (Chieti): città della pietra e dell’artigianato artistico


Comune di Guardiagrele


Nell’entroterra abruzzese, in provincia di Chieti, sulla cima di un colle dominante sulla vallata, curiosamente definito “il Piano”, sede del Parco Nazionale della Maiella troviamo Guardiagrele, 9500 abitanti, cittadina nota per il suo artigianato artistico, in particolare per la lavorazione dei metalli e della pietra.

 

La sua origine è piuttosto incerta, comunque preromana; qualche sporadica notizia di Guardiagrele inizia a trapelare in epoca longobarda, quando spunta una fortezza chiamata “Guardia a Grele”, della quale è rimasto il solo “Torrione”, attorno al quale venne man mano costruito un villaggio fortificato.

 

Anche Guardiagrele, come il resto del territorio, ha subito le molteplici vicende che hanno caratterizzato l’epoca medioevale; essendo in una posizione strategica ed anche piuttosto benestante, è stata al centro di varie contese per assicurarsene il dominio.


 

Nel 1391 si instaurò nel borgo anche una zecca comunale, nell’antico palazzo Marini, tuttora esistente, nel quale si coniava il "bolognino d’argento", con il volto di S. Leone papa.

 

In città sono presenti numerose chiese e basiliche di questo periodo di prosperità, fatte coistruire dalle varie casate per assicurarsi la benevolenza della chiesa; tra queste la Colleggiata di S. Maria Maggiore, del 430 d.C. che sorge, come molte altre, su un tempio dedicato alla dea Maja, da cui deriva il nome Majella, e la chiesa di S. Silvestro, edificato su un tempio dedicato alla dea Diana.

 

Il XII e XIII secolo cominciò un periodo di prosperità per Guardiagrele; fu completata la cinta muraria, si edificarono da splendidi palazzi, si diede inizio ad un florido commercio e si aprirono molte botteghe di artigianato artistico, specialmente nell’arte dei metalli e lavorazione della pietra della Maiella.

 

 

Nei secoli successivi alcuni terremoti e pestilenze procarono serissimi danni alla città mietendo moltissime vittime tra la popolazione.

 

La successiva rinascita del paese fu repentinamente interrotta dall’invasione dell’esercito napoleonico alleato dei tradizionali nemici di Guardiagrele, la popolazione della città di Orsogna che, dopo una furiosa e lunga battaglia, riuscì ad avere la meglio dando il via al saccheggio della città, che si riprese solamente dopo l’annessione al Regno d’Italia.

 

Nonostante i disastri provocati dalle forze della natura e dagli interventi dell’uomo, sono ancora numerose in città le vestigia delle epoche passate, a partire dal Duomo e dal suo Museo, dov’è custodita una croce trecentesca e la chiesa di San Francesco, con sculture e arredi lignei barocchi.

 

Notevoli anche le duecentesche chiese di San Francesco e di Santa Chiara, mentre la chiesa di San Nicola di Bari è probabilmente la chiesa più antica della città, eretta come altre basiliche cittadine sui resti di un tempio pagano.

 

 

All’interno del centro storico sono diverse le torri medioevali, o i loro monconi; tra queste l'antica Torre del Gastaldo, mentre Torre San Pietro, a pianta rettangolare, è ritenuta un relitto della primitiva cinta muraria, delle quali rimangono anche due torri cilindriche, Torre Adriana all'angolo settentrionale delle mura esterne, Torre Stella sul lato occidentale; degli antichi accessi alla città, però, solo la Porta del Vento mostra ancora un aspetto medievale.

 

Al di fuori delle mura, lungo una strada rurale, nel luogo dove sorgeva l'antica Graelis, primo insediamento degli stessi abitanti che fondarono poi Guardiagrele, è situata la fontana di Grele, uno dei più antichi reperti della città, ormai ridotto allo stato di rudere, con un bacino rettangolare che raccoglie l'acqua che fuoriesce da un mascherone in pietra.

 

L'artigianato vanta oggi un'antichissima tradizione, in particolar modo la lavorazione del ferro battuto, della pietra della Majella, della ceramica; quella del rame, invece, è purtroppo un’arte in via di estinzione.

 

Anche l’artigianato orafo è tutt’ora molto attivo: a Guardiagrele si realizza ancora la “Presentosa”, un gioiello femminile abruzzese in oro, indossato nelle occasioni di festa.

 

 

L’agricoltura ed il turismo sono altre voci importanti di un’economia ben strutturata; numerose sono anche gli eventi che vi si organizzano, soprattutto nelle tante ricorrenze religiose in occasione delle quali vengono proposti i tanti prodotti tipici della tradizione gastronomica guardiese.

 

Tra questi le “scamorze” guardiesi, il miele, il farro e le lenticchie, l’olio extra vergine di oliva e il vino Montepulciano d’Abruzzo Doc, ricavati delle campagne e dei vigneti locali.

 

Ottimi pure i dolci tradizionali, come i famosissimi “tre monti”, che i locali chiamano “sise delle monache”, ed anche maritozzi, sospiri, biscotti della salute e saltati, le famose “pasticcie”, fiadoncini di formaggio e uova e gli “strozza cavalli” da gustare accompagnati da un buon bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo.



di Redazione 35