Atripalda (Avellino): la città dei Falò


Comune di Atripalda


 

Pochi chilometri fuori dal capoluogo Avellino, in Irpinia, sopra un basso colle, attraversata dal fiume Sabato, c’è Atripalda, città millenaria cresciuta attorno al suo castello di Truppoaldo, oggi niente più che un rudere.

 

Nei suoi dintorni sono stati rinvenuti comunque anche resti romani, tra cui parte delle mura, quelli di una villa in stile pompeiano, di alcune abitazioni e delle terme.

 

Atripalda, circa 11000 abitanti, è caratterizzata da due insediamenti urbani: uno è la "Civitas"romana e l’altro quello di epoca medievale sulle rive del fiume.


 

In epoca medioevale il borgo passò da un feudatario all’altro, registrando fin dal XIV secolo un notevole sviluppo economico che ne favorì l'espansione urbanistica.

 


 

Tra il XVI ed il XIX secolo fu governata dalla dinastia dei Caracciolo, che accrebbero il benessere della città, con la costruzione di palazzi gentilizi e chiese, dando impulso ad attività culturali ed a numerose attività economiche tra cui l’industria del ferro, del rame, della carta e della lana.

 

Tra gli edifici religiosi dell’epoca, la chiesa di S. Maria annessa all’antico convento dei Padri Domenicani, quella di San Giovanni Battista e la millenaria chiesa di Sant’Ippolisto Martire, portata all’attuale architettura a metà ‘800.

 

Da questa chiesa si accede alla grotta dello Specus Martyrum, una catacomba per i santi martiri e rifugio per i primi fedeli cristiani che si nascondevano all'interno per pregare; al suo interno c’è anche una cappella affrescata oggi utilizzata per concerti , ricorrenze civili ed anche religiose.

 

 

Fin dal medioevo gli  abitanti di Atripalda coltivavano con successo il commercio dei loro prodotti; è del ‘300 anche la costruzione della “Dogana dei Grani”, che sovrasta la piazza principale della città.

 

Questa caratteristica ha fatto sì che Atripalda sia stata nel tempo punto di attrazione per moltissime persone, tradizione che si perpetua ancora oggi anche grazie ai numerosi eventi che vi si svolgono.

 

Tra i tanti il “Falò di San Sabino”, una tradizione antichissima ma non religiosa che si ripete ogni anno la sera precedente la festa patronale quando vengono accesi grandi fuochi nella piazza principale ed in quelle dei vari rioli cittadini, sulle cui braci la popolazione porta ad arrostire carni e salsicce.

 

Oltre alla suggestiva e particolare “Via Crucis”, Atripalda organizza annualmente anche “Giullarte - Festival Internazionale artisti di strada e mestieri”, un evento che vede protagonisti artisti di strada provenienti da tutto il mondo che si esibiscono per le strade e le piazze della città antica.

 

In tale occasione vengono riaperte le antiche botteghe degli artigiani atripaldesi e l’occasione, come anche negli altri eventi, è ghiotta per proporre al pubblico i tanti prodotti tipici dell’Irpinia.

 

Tra questi le salsicce fresche e stagionate, soppressate, capicolli, prosciutti, salami, ma anche ricotta, burro, mozzarella di bufala, il famoso pecorino di Carmasciano, il caciocavallo Podolico di Montella, il tartufo nero, le nocciole, il miele, l’olio d’oliva, la Cipolla ramata.

 

E non mancano i vini, tra i quali il Fiano d’Avellino, il Greco di Tufo, il Taurasi Docg e la Falangina.

 

Prodotto tipico della zona: la castagna di Montella



di Redazione 35