Siracusa: terra della vite e dell’ulivo


 

In Sicilia, terra d’incanto, l’aria profuma di storia, la natura sprigiona odori e colori intensi e la cucina regala stuzzicanti sapori…

Terra di conquista da sempre, la Sicilia “porta il peso di magnifiche civiltà eterogenee tutte venute da fuori, nessuna creata dai siciliani”, come citava Tomasi di Lampedusa. Ne “porta il peso” nella cucina al pari che nell’architettura, nella lingua, nei tratti somatici e perfino nel carattere dei suoi abitanti.

 

Terra della vite e dell’ulivo, riporta all’antichità più remota e alla culla della civiltà mediterranea.
La leggenda narra, infatti, che la vite germogliò per la prima volta nell’Isola dalle lacrime di Dioniso assetato; nacque così quel nettare che l’antico nume donò agli uomini per confortarli dalle fatiche e agli dei per allietare i loro sensi.


 

 

Tra pietre che raccontano storie millenarie, la magnificenza della Sicilia greca arriva a Siracusa, capitale della cultura e potenza militare del mondo greco occidentale.

 

Il suo territorio è un universo che appare come una costellazione di piccoli centri, tappe ideali per la conoscenza del suo entroterra, di antica espansione; un percorso della memoria che è ad un tempo un seducente viaggio nel cuore della Sicilia.

 

 

Terra di contrasti, questa estremità sud-orientale dell’Isola si offre a noi ora aspra e selvaggia, con le sue profonde gole di roccia calcarea popolate da ginestre, agavi e palme nane, ora dolce e addomesticata dai muri a secco che disegnano ragnatele sul marrone saturo della terra grassa.

 

 

Su terreni dolcemente collinari, lambiti dalle miti brezze marine, crescono rigogliosi pregiati vitigni come il Moscato di Noto, il Nero d’Avola, il Frappato o, ancora, il Moscato di Siracusa, probabilmente il vino più antico d’Italia.

 

Le strade si snodano tra alberi di agrumi, ulivi, mandorli e carrubi immersi in una luce che, al tramonto, del Moscato ripete i riflessi dorati.

 

 

 

In tale superba complessità di fenomeni gli itinerari da suggerire sono molteplici: si può iniziare un viaggio attraversando i tesori che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità, per svelarne la magia e subirne il fascino; proseguire con un’immersione nella bellezza selvaggia della sua natura, avvolti da un’energia che esalta lo spirito; e poi ancora concedersi la scoperta degli aromi e dei sapori di quell’amalgama perfetta di popolazioni, culture, prodotti e habitat che la gastronomia di questo territorio rappresenta.

 

(di Marco Magrini)



di Redazione 35