Calabria: una regione tra due mari


 

 

Catanzaro, in epoca bizantina città dei velluti e della seta, è capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria.

 

E’ conosciuta come la "Città tra due mari". Il ponte è il terzo al mondo tra quelli a una sola arcata. E’ considerato uno dei simboli della città e collega il centro storico con il rione De Filippis.

 

Tempio di cultura e arte è il moderno teatro Politeama.

 

La gastronomia affonda le sue radici nella tradizione mediterranea. E’ molto frequente l'uso del peperoncino piccante associandolo a origano, basilico e alloro. I piatti forti della cucina locale sono il morzeddhu (servito nella pitta) e i vermituri, ossia le lumache di terra bollite al sugo.

 

Tra i drink da aperitivo si segnala il cocktail piccante chiamato Momò. Ogni anno, a settembre, Catanzaro promuove la “Notte piccante” con eventi, mostre, esibizioni, degustazioni e concerti. Guide turistiche sostano fino all’alba in musei, palazzi d’epoca e chiese storiche della città rimanendo a disposizione dei visitatori.


 

 

Reggio Calabria, alle pendici dell’Aspromonte, è la “Città della Fata Morgana” per un raro fenomeno ottico che evoca la mitologia: la Sicilia è più vicina del solito con immagini riflesse sul mare.

 

E’ la “Città del Bergamotto”. E’ il capoluogo di provincia più popoloso della Calabria. Le temperature medie quasi mai si avvicinano allo zero.

 

Nonostante l’effetto catastrofico del terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse gran parte dell'abitato, la città è moderna. Il Corso Garibaldi, il Lungomare e il teatro Cilea sono tra i fiori all’occhiello del suo territorio.

 

Di fronte alla piazza intitolata al reggino Giuseppe De Nava è collocato il museo Magna Grecia sede di preziosi reperti e dei Bronzi di Riace. Da segnalare in cucina, tra i piatti di pesce: a turtera chi lici, i cutuletti 'i spatula, i custardeddhi 'mpanati e frijuti, u pisci spata a riggitana, u piscistoccu a trappitara. Tra i vini più rinomati: il Pellaro e l'Arghillà.

 

 

Cosenza è tra le più antiche città della regione. Nel 2008 è stata riconosciuta “Città d'arte” dalla Regione Calabria con una delibera volta a evidenziare il patrimonio storico-artistico. Lungo il Corso Telesio si trovano la Casa delle Culture e il Duomo del 1100. Mentre su uno dei sette colli, il Pancrazio, si staglia il Castello Normanno-Svevo. Teatro di tradizione è il Rendano.

 

A marzo, per una decina di giorni, è indetta la grande Fiera di San Giuseppe. Tra le località più rinomate in provincia di Cosenza: Praia a Mare, Scalea, Diamante, Paola, Amantea e la Sila cosentina nota come la Sila Grande.

 

In gastronomia altrettanto gustosi i secondi piatti tra i quali spiccano vruacculi i rapa e sazizza, le costolette d'agnello alla cosentina e le patate 'mpacchiuse. Il Vino Donnici DOC è uno dei primi vini della Calabria ad aver ottenuto il riconoscimento DOC dall'Unione Europea.

 

 

Crotone è situata sul versante est della Calabria. La città vecchia si sviluppa in un dedalo di stretti vicoli e piazzette fino al Duomo e alla centrale piazza Pitagora, punto di contatto tra città vecchia e nuova.

 

Il territorio è immerso nell'area marina protetta “Capo Rizzuto”. In questo magnifico scenario è presente il promontorio di Capo Colonna, dove è rimasta l'unica colonna del Tempio di Hera Lacinia, anticamente detto Lakinion Akron, che chiude la città in una grande conca che la divide dal Golfo di Squillace.

 

La pescheria è un quartiere caratteristico del centro storico. Qui s’incontrano vari esempi d’arte. Il Duomo edificato nell’Undicesimo secolo custodisce il quadro della Madonna di Capocolonna o “Madonna Nera”, oggetto di devozione.

 

Il piatto tipico crotonese è U Cuadraru, una ricca zuppa di pesce molto piccante, degustata col famoso vino calabrese "Cirò". Ottimi pure i formaggi pecorini delle alture del Marchesato.

 

 

Vibo Valentia è adagiata sul pendio di un colle. Tra gli avvenimenti più importanti del suo ultimo ventennio la proclamazione dell'omonima provincia che, in precedenza, era compresa in quella di Catanzaro.

 

Il filosofo Marco Tullio Cicerone sostò a Vibo Valentia. La fonte storica di queste soste è lo stesso Cicerone, che dà dettagliatamente notizie in merito nelle Lettere e nelle Verrine.

 

La Chiesa di Santa Maria Maggiore e San Leoluca, edificata nel Seicento sui resti di un'antica basilica bizantina, è tra le strutture religiose più rilevanti. Di pregio è l'altare maggiore settecentesco da cui spiccano una scultura cinquecentesca della Madonna della Neve e un trittico marmoreo rinascimentale, opera del Gagini.

 

E’ coltivata a Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, la nota Cipolla rossa di Tropea. Sempre nel vibonese, nella zona di Spilinga, si produce la ‘nduja, famoso salame calabro morbido e particolarmente piccante.

 

 

Il tartufo di Pizzo è invece un altro prodotto tipico ma della pasticceria calabrese. A questo dolce s’ispirano vari tartufi industriali, che non riescono a eguagliare quello prodotto artigianalmente.

 

(di Fausto Pedullà)

 



di Redazione 35