Caltanissetta: natura, arte, storia, gastronomia nel cuore della Sicilia


 

 

Natura, arte, storia, gastronomia: quattro punti cardinali le cui coordinate puntano dritte su Caltanissetta e sulla sua provincia posta al centro della Sicilia, e con l’unico sbocco a mare a Gela, il comune più popolato della provincia.

 

Il territorio della provincia di Caltanissetta si contraddistingue per un paesaggio collinare ricco di riserve naturali, aree archeologiche, castelli, archeologia industriale legata soprattutto al mondo delle miniere, e un patrimonio gastronomico spesso unico e interessante che prende spunto dalla vocazione principalmente agricola.

 

Dal nord della provincia con il castello manfredonico di Mussomeli, sino al mare con il castello di Falconara vicino Butera e il Castelluccio di Gela, sono numerosi i castelli presenti nel territorio della provincia di Caltanissetta, alcuni dei quali rimasti abbastanza integri. Sette riserve naturali, quattro musei archeologici (nel capoluogo Caltanissetta, a Gela, Milena e Marianopoli), e poi le chiese e i palazzi barocchi di Mazzarino, le Robbe di Milena, il Museo della Zolfara di Montedoro, sono alcune delle attrattive turistiche più interessanti di questa provincia.


 

Tutta la provincia è ricca anche di feste religiose che affondano le proprie radici in epoche storiche e in terre lontane e caratterizzano alcuni periodi dell’anno. Anche se nate da riti antichi spesso legati all’agricoltura, sono tuttora particolarmente sentite dai cittadini e sono motivo di un grande afflusso di turisti e visitatori.

 

Caltanissetta: una delle Vare dei Misteri della processione del Giovedì della Settimana Santa

 

La più suggestiva è la Settimana Santa, che prevede diverse processioni e riti a partire dalla Domenica delle Palme fino al giorno di Pasqua in tutti i comuni della provincia. In particolare è molto diffusa in questo periodo pasquale la pratica delle “Lamentazioni”, le “ladate” legate al canto devozionale intonato quasi esclusivamente dagli uomini, la cui matrice è fortemente araba, frutto delle dominazioni che anche in questa parte della Sicilia si sono succedute nei secoli.

 

Anche la gastronomia è parte del patrimonio culturale in quanto rappresenta gli usi e le abitudini di un popolo e aiuta a far comprendere meglio la storia di un paese. L’arte culinaria locale varia a seconda della collocazione dei centri, sulla costa o nell’interno e della conseguente disponibilità di prodotti. La varietà dei piatti è anche l’effetto delle diverse dominazioni che si sono susseguite in Sicilia.

 

Caltanissetta: la Biblioteca Comunale nell'ex Collegio dei Gesuiti

 

Come in tutte le cucine povere è ricorrente, ad esempio, l’abitudine del piatto unico. Nascono così piatti come la pasta “‘ncaciata”, fatta con il cavolfiore e la salsiccia, della pasta “ccu i mazzareddi”, una verdura, a foglie strette, molto amara che viene condita con del sugo o con la ricotta, per finire, della frascatula, minestra a base di finocchio selvatico, sedano e sugo. I secondi piatti caratteristici del luogo sono il pollo alla nissena, i cui ingredienti principali sono la cipolla ed il caciocavallo, il falsomagro ovvero un grosso rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova.

 

Tra le specialità amate dai nisseni va ricordato un cibo che pur essendo di origini palermitane viene molto consumato, le panelle, costituite da un impasto di farina di ceci, acqua e sale che, spianato e ridotto in dischetti, viene fritto nell’olio bollente e può essere consumato sia come antipasto rustico, sia col pane come pasto alternativo a una serata in pizzeria.

 

La raffinata pasticceria di Caltanissetta non è da meno, essendo provincia ricca di pascoli e quindi di ricotta, questa è presente in quasi tutti i dolci nisseni. Oltre ai cannoli alla ricotta e alla cassata, vanno annoverati il rollò, dolce tipico nisseno, un sottile rotolo di pan di spagna farcito di ricotta con un cuore di martorana (la città ha vinto il Guinness dei Primati per il rollò più lungo) ed il torrone per la bontà del quale Caltanissetta è ancor oggi famosa.

 

La produzione del torrone a Caltanissetta affonda le radici nel nono secolo dopo Cristo, epoca in cui l’isola era sotto la denominazione araba. A fianco della cubaita araba, fatta di zucchero caramellato e sesamo, il torrone nisseno utilizza come ingredienti i prodotti dell’ agricoltura locale e cioè le mandorle, i pistacchi ed il miele. A Caltanissetta è viva anche la torrefazione del caffè, fra le quali ricordiamo quella del Caffè Vancheri.

 

Caltanissetta: Palazzo Moncada

 

Anche se oggi molti prodotti sono presenti per quasi tutto l’arco dell’anno molte sono le festività celebrate con i cibi rituali. A Natale ad esempio nei forni si trovano i buccellati o “vucciddati”, biscotti di pasta frolla a forma di anello o a piccoli tocchetti, farciti di fichi secchi, noci, mandorle e bucce di arance. Per San Martino è tradizione fare gli omonimi biscotti, impastati con semi d’anice e i mustazzoli di miele e mandorle.

 

In quest’occasione “si esce” il vino nuovo e si mangiano le muffolette, soffici panini di farina impastati con i semi di finocchio e farciti con un denso sugo di maiale oppure con ricotta e miele. 
Per Carnevale si suole preparare le chiacchiere, strisce di farina, uova e strutto poi fritte e le sfinci d’uova o di pane. Nato come dolce di carnevale, ma ormai presente tutto l’anno nelle pasticcerie è la “raviola” con ricotta e miele una squsitezza imperdibile! Molto conosciuta anche la “Cuddrueddra” di Delia, delizioso biscotto fritto che per tradizione si faceva nel periodo di carnevale.

 

Durante la “Festa dei morti” e di “Ognissanti” a Novembre è possibile gustare la frutta martorana, pasta reale modellata a forma di frutta; ai più piccoli si regalano invece i pupi di zucchero: realizzati con lo zucchero fuso in stampi di gesso, inizialmente rappresentavano personaggi di un tempo, cavalieri dalle armature variopinte e dame settecentesche, oggi anche personaggi dei cartoni animati più famosi.

 

In occasione della Pasqua si fanno i panareddi, cestini di pasta dolce al cui interno vi è un uovo di gallina; il tutto cotto insieme al forno.
 

 

(di Paquale Tornatore)

 



di Redazione 35