Ravenna: un territorio da “gustare” a 360° con tutti i sensi


 

Ha davvero tanto da offrire la provincia di Ravenna: oltre alle intatte e importantissime testimonianze storiche su tutto il territorio, si può andare dalla costa, alla pianura e poi alla collina incontrando ambienti unici nel loro genere.

Abbiamo Ravenna con i Mosaici, i Monumenti, le Chiese, Cervia con la Pineta e le Saline, la Zona Valliva a nord del capoluogo con Punte Alberete, la Pineta di Classe che tanto fu amata da D’Annunzio, la Vena del Gesso con Monte Mauro e la Grotta Tanaccia.

 

Poi c’è anche l’elegante Faenza con la cultura e le ceramiche, la medioevale Brisighella adagiata sui suoi tre colli con il suo Olio Dop, la bella Lugo con la Rocca Estense e il Pavaglione, l’intraprendente e vitale Russi con la Villa Romana, Palazzo San Giacomo e patria della Canèna e del “Bel e Còt”; poi ancora c’è Riolo con le Terme e…lo scalogno di Romagna Igp, Castel Bolognese, e i lidi: Marina di Ravenna, Marina Romea, la ricca e lussuosa Milano Marittima….


 

 

Andando da una località all’altra si attraversano affascinanti e unici paesaggi solcati dal fiume Lamone, dal Senio, dal Ronco, dal Montone e “ricamati” dall’arte dei contadini con vigneti, oliveti, frutteti (non dimentichiamo la Nerratina e la Pera di Romagna Igp) e distese di cereali che incantano e regalano prodotti di eccellenza.

 

 

In queste terre c’è una tale ricchezza di luoghi di interesse, di tradizioni e di sapori che sembra di muoversi fra le “stazioni” di una caccia al tesoro che riserva grandi sorprese.

 

 

E poi c’è molto altro: la gastronomia, ricchissima e varia, che spazia dal pesce sulla costa, alla carne del Vitellone Bianco della Romagna centrale sulle colline, agli animali da cortile sapientemente arrostiti dalle donne di casa, alle paste fatte a mano dalle “Azdore”, alla Piadina Romagnola, allo squacquerone, all’olio, ai vini…..alla frutta della pianura e a tutti i prodotti che si ottengono da queste materie prime e dall’amore di chi le cucina.

 

 

Per non parlare dei vini: grandi bicchieri sono usciti nell’ultimo ventennio dalle nostre cantine, da quando si è abbandonata la produzione di grandi quantità di bottiglie anonime e piatte a favore della ricerca della qualità, della diversificazione e della sperimentazione.

 

 

Accanto a grandi etichette di Albana e di Sangiovese, cavalli di battaglia della Romagna, troviamo il Burson, ormai conosciuto anche all’estero, il Famoso, il Centesimino, il Malbo Gentile, il Pagadebit, il Lanzesa, vitigni autoctoni che i nostri produttori hanno riscoperto (salvaguardando la biodiversità), selezionato e “provato”, fino ad ottenere vini eccellenti.

 

(di Giorgia Lagosti)



di Redazione 35