Modena e il Frignano: la terra dei motori, della musica, della buona cucina


 

Il territorio modenese è ampio e vario sia nei paesaggi che nelle tradizioni. Dalla nebbia invernale e l’afa estiva delle “basse” fino ai climi più miti e freschi delle zone collinari e montane del nostro Appennino passando per tutte le terre intermedie di bonifica e i primi pendii.

Questa terra conserva ancora la tradizione agricola e le usanze contadine ma è anche terra di grandi industrie che esportano “la nostra regione” in tutto il mondo. 

I modenesi, così come da tradizione emiliana, non rinunciano però al piacere di tutto ciò che è godereccio e conviviale: la grande passione per i motori, per la buona cucina, per il buon vino e per la musica.


 

 

La passione per i motori rende possibile, solo qui, il suono delle campane a Maranello non solo per la messa domenicale ma soprattutto per il podio delle Rosse.



La passione per la buona tavola ha un nome: le "Rezdore". Sono loro che conservano e trasmettono le ricette dei piatti tipici negli anni, rigorosamente senza niente di scritto.

 

 

Correva l’anno 1967, nel Bar Grande Italia nasceva il movimento Beat; l’Equipe 84 cantava “Seduto in quel caffè…” 
In questa città di provincia è stato creato un pezzo della storia della musica italiana resa poesia nei testi di Francesco Guccini, diventata rock nelle canzoni ribelli di Vasco Rossi e immortale nella voce del grande Maestro, Luciano Pavarotti.

 

 

Per visitare i Patrimoni Mondiali dell’Umanità non occorre arrivare fino alla muraglia cinese o a Petra in Giordania ma basta prendere un caffè in Piazza Grande a Modena e ammirare il Duomo e la Ghirlandina.
Tantissime altre eccellenze artistiche si possono trovare girovagando per la provincia: Piazza Martiri a Carpi, la terza piazza più grande d’Italia, la splendida abbazia di Nonantola, il Palazzo Ducale di Sassuolo, per citarne alcuni, il tutto incorniciato da un contesto paesaggistico da scoprire.

 

(di Mascia Ganzerli)

 



di Redazione 35