Trieste: il cuore della mitteleuropa italiana


 

Spesso parto da Trieste all'alba, d'estate... d'inverno... non è facile spiegare... Non esistono parole per raccontare gli straordinari miracoli della natura. Ma quando la vista della tua città riesce a toglierti il respiro e ti fa battere il cuore a mille vuol dire che è giunto il momento per condividere con altri ciò che provi.

Viaggio spesso per lavoro; vedo paesi e piccoli borghi... vedo la storia sul volto della gente.

Ma quando, come dicevo all'inizio, parto all'alba e passo davanti a Piazza dell'Unità avvolta ancora nelle ombre della notte d'inverno... splendidamente rosata d'estate e girando lo sguardo vedo il mare, un mare spesso composto, con Monte Grisa che veglia sulla città dalla collina sopra Barcola, ecco è in quel momento che mi si apre il cuore e nonostante non sia ancora partita ho già voglia di ritornare.


Quando si alza la bora, poi, riesco a vivere ancora più intensamente la mia città: la bora è ciò che dà la forza vitale ai triestini, senza bora non riusciremmo a sopravvivere come un fungo senza sottobosco, come i pesci senza il mare, come il cielo senza il sole...

Ed infine il rientro: che io giunga in treno oppure in macchina lo faccio abitualmente di sera. 
Trieste è là, come un'elegante donna in abito da sera.

Lo chignon severo del Castello di San Giusto tra i capelli viene morbidamente ingentilito dal Municipio, un ciondolo prezioso incastonato sopra un generoso decolleté di monumenti e palazzi illuminati valorizzati ancor più dalla cintura luccicante del lungomare. Una morbida gonna di un blu oltremare intenso riluce tra le pieghe leggere delle onde che la luce della luna illumina come milioni di piccoli strass. Un manto più cupo e severo di un verde scuro deciso le copre le spalle illuminato qua e là da punti luce che definiscono il profilo del capoluogo giuliano.

Trieste è così: un pò seriosa... tra le sue chiese ed i suoi caffè, ricchi di storia e di cultura; straordinariamente all'avanguardia nell'ambito scientifico.
Un pò frivola... quando la vedi ad ottobre per la “Barcolana” cospargere la sua bella gonna di un azzurro intenso di migliaia di piccoli triangoli bianchi e colorati che veleggiano alla ricerca di una vittoria diventata ormai tradizione del mare a livello mondiale.

Suggestiva di notte quando le lampare nel mare ricordano vecchie note di canti di pescatori.

Meravigliosamente romantica nel periodo natalizio quando gli alberi di Natale nei loro abiti sfavillanti danzano nel vento i valzer di Strauss che risuonano in Piazza dell'Unità ricordando lo sfarzo dei saloni dei palazzi di Vienna.

Trieste... se dovessi paragonarla ad un dolce sceglierei la "crema carsolina"... 
Il primo strato dolcissimo, solo apparentemente, cela una corteccia un pò ruvida ed ecco la crema morbida, soffice... che invita a sognare ma subito dopo ecco un'altra corteccia da scalfire, un altro ostacolo... e ancora crema e ancora corteccia ... e quando l'hai finita il leggero sbafo di zucchero a velo che ti rimane sulle labbra ti ricorda - e ti promette - poesia.

La amo perché è così straordinariamente bella, solare e piena di contraddizioni: ha il mare ed ha il Carso, ha la storia e l'innovazione tecnologica, ha i suoi pregi ed i suoi difetti. 
E come ogni donna che sa essere misteriosa ma con un colpo di bora sa diventare spregiudicata, non appena la vedi ti innamori e non riesci più a farne a meno. 
Non ricordo ancora persona che sia venuta a Trieste e non ne sia rimasta affascinata. 


Ringrazio Paolo Da Pozzo e Marino Sterle per aver dato un "volto" alle mie parole arricchendole di emozioni. 

Benvenuti a Trieste!

(di Eva Trinca)



di Redazione 35