A spasso con Mestolo a Zungri (Vibo Valentia): Tra i luoghi da visitare la chiesa della "Madonna della Neve"


Comune di Zungri

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Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Il borgo di Zungri, il cui toponimo, di origine greca, si riferisce a luogo “roccioso”, si trova adagiato su un bel terrazzamento, nella zona del monte Poro, in provincia di Vibo Valentia, a circa 500 metri sul livello del mare. Mestolo ci racconta che le sue origini sono molto remote e risalgono probabilmente alla notte dei tempi. Ritrovamenti testimoniano che la zona era popolata già in età preistorica; poi in quella magno-greca e romana. Nel medioevo è stato luogo privilegiato dagli anacoreti che trovarono accoglienza nelle grotte naturali di San Leo e Sbariati.

 

 

A proposito di grotte, il nostro cuoco, portandoci un poco fuori dell’abitato, ci fa conoscere il magnifico e particolare villaggio rupestre, opera di monaci Basiliani, che è senza eguali in Calabra. Databile, intorno ai secoli Dodicesimo, Tredicesimo e Quattordicesimo, coincide con il periodo storico della prima venuta, nella nostra terra, di popolazioni di origini bizantine. La struttura e composta da circa cento case-grotta ricavate scavando in un banco di arenaria, di cui la zona è molto ricca. Le piante assumono forme geometriche più varie; circolare, quadrata, rettangolare. Gli ambienti sono formati da uno o due locali, elevati, anche, su più livelli.


 

La copertura è a cupola, con foro al centro per far entrare l’area, o a volta. Le pareti interne presentano delle nicchie come mensole e degli incassi più grandi per i letti. Tutte le abitazioni sono collegate tra loro da una fitta rete di cunicoli. Altri locali, di “servizio”, sono adibiti alla conservazione degli alimenti o per la lavorazione delle olive e dell’uva, i palmenti. Il complesso si estende su un’area di circa 2900 metri quadri degradante verso il torrente Malopera.

 

 

Altro luogo importante da visitare a Zungri è la chiesa della “Madonna della neve” dove è custodito un bellissimo dipinto, che rappresenta la Madonna, opera di un pittore anonimo probabilmente della scuola di Raffaello. L’artista s’ispirò, per l’opera, al capolavoro del sommo artista di Urbino “Piccola sacra famiglia” che si trova a Parigi presso il Louvre. Infine vale la pena conoscere l’interessante “ Museo della civiltà contadina” dove sono custoditi moltissimi reperti legati alla passata vita agricola degli abitanti del luogo.



di Fausto Pedullà