A spasso con Mestolo a Mileto (Vibo Valentia): Un Borgo dalle origini bizantine


Comune di Mileto


 

Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Mestolo, sempre desideroso di nuove conoscenze, visita la bella cittadina di Mileto che si trova su un pianoro a circa trecento cinquanta metri sul livello del mare, nella provincia di Vibo Valentia.

 

Lo schema urbano dell’abitato, frutto della ricostruzione avvenuta dopo il terribile terremoto del 1783 che lo colpì, devastandolo, insieme a gran parte della Calabria, presenta una struttura a maglia regolare, con le vie che s’ incrociano in modo ortogonale, detta a “impianto ippodomeo” dal nome del famoso architetto, dell’antica Grecia, Ippodamo che l’ideò.

 

Curiosamente l’architetto era nato a Mileto, non questa calabrese, ma l’omonima Mileto ellenica. Le origini del borgo risalgono al periodo bizantino. Conquistata dai normanni diviene capitale della Calabria e sede vescovile per volere di Ruggiero d’Altavilla. Mestolo si trova di fronte alla Cattedrale dedicata a San Nicola di Bari.


 

 

La facciata, in stile romanico, dispone di tre porte d’ingresso. La centrale è dotata di un corpo avanzato, protiro, con colonnine ai lati che reggono il timpano di copertura; al di sopra trova posto un bel rosone. Sulla destra, staccato, si trova l’elegante campanile che si eleva per 35 metri. L’interno della chiesa si presenta diviso a tre navate, con due ordini di sei colonne.

 

La navata centrale ha una copertura a cassettoni, le laterali, invece, mostrano soffitti piani intonacati a stucco con riquadri a stucco. Nel presbiterio si può ammirare un dipinto su tela che rappresenta l’Assunta. L’opera era una pala d’altare appartenente alla vecchia cattedrale risalente al 1081, distrutta dal sisma. L’attuale Cattedrale, che prende il posto di un tempio ottocentesco, risale al 1930 ed è consacrata dal vescovo Paolo Albera.

 

 

Spostandosi nelle vicinanze il cuoco Mestolo ci porta a far visita al Museo Statale Diocesano localizzata presso la curia arcivescovile. Qui si sono esposti opere di scultura e frammenti architettonici appartenenti all’antica cattedrale e all’abbazia benedettina; come capitelli e arredi sacri. Da ammirare il sarcofago della moglie di Ruggiero Eremberga opera realizzata nel XIV secolo da Francesco Negri Arnoldi meglio conosciuto come il “Maestro di Mileto.”



di Fausto Pedullà