Macomer (Nuoro): capitale sarda del formaggio


Comune di Macomer NU


 

Al centro della Sardegna, nel territorio del Marghine, dove le principali reti stradali e ferroviarie si incrociano, troviamo Macomer, che ha fatto proprio di questa sua posizione baricentrica la sua caratterizzazione storica ed economica.


 

Abitata fin dall’età nuragica, Macomer fu poi abitata dalle popolazioni puniche e cartaginesi, prima dell’arrivo della civiltà romana.

 

La città, comunque, ha mantenuto molte testimonianze nuragiche, con vari siti archeologici tra i più importanti della Sardegna, tra cui spicca quello di Tamuli, con una tomba di giganti contraddistinta da sei “betili” a forma di cono.

 

In epoca medioevale, Macomer era un piccolo villaggio col suo Castello,e la chiesa, che subì la stessa sorte dell’intera isola, con continui passaggi di mano dei vari potentati dopo guerre alquanto cruente fin quando non entrò a far parte del Regno di Sardegna.


 

La sua centralità geografica, stradale e successivamente anche ferroviaria, ha fatto di Macomer per secoli un punto di incontro, di traffici e di commercio, di scambi culturali e di inurbamento.

 

 

 

Ancora oggi il paese, 10.500 abitanti, situato su un colle a oltre 550 metri slm nell’entroterra nuorese, sulle sponde basaltiche del rio S'Adda, è il punto di riferimento commerciale di un vasto territorio; linoltre a sua centralità geografica ed economica ha portato Macomer al ruolo di importante ''Città di Servizi'' di questa parte dell’isola.

 

Il territorio circostante è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, da quello collinare e montuoso della Catena del Marghine e del Monte di Sant'Antonio, con boschi misti a roverella e sugheri, a quello più stepposo degli altipiani di Campeda e Abbasanta.

 

Ricca di pascoli e di allevamenti ovini e bovini, 
Macomer, è anche un forte produttore di prodotti caseari tanto da essere considerata la ''Capitale del formaggio'', anche perchè sede del Consorzio sardo-laziale per la Tutela del Formaggio pecorino Romano, il formaggio sardo più esportato nel mondo.

 

 

 

Numerose le manifestazioni promozionali che fanno di Macomer un punto di riferimento ulteriore per l’economia locale; la Fiera della Sardegna Centrale, rassegna delle produzioni commerciali, artigianali e dei servizi, la Mostra Regionale del Libro, le mostre-mercato di bestiame ovino, caprino e bovino

 

A celebrare l’inizio dell’estate c’è poi la feste campestre in onore di Sant'Antonio da Padova, una sagrà sentita e suggestiva per fede, folklore e spettacolarità.


 

Turisti della costa e visitatori vengono alle feste e sagre di Macomer anche per gustare i sorprendenti piatti tipici, dove i gusti, i profumi ed i sapori sono esaltati dall’arte culinaria della gente di questa parte della Sardegna.

 

La cucina è tipicamente contadina, legata alla terra, come il pane a fette e il pane bollito, le “fave a landinu”, fave cucinate con il lardo, “sa lussarza”, la pasta con pomodori secchi, la cipollata, il brodo di carne di pecora, la zuppa di finocchi selvatici, le lumache in umido e “sos maccarrones de ferrittu”, una sorta di bucatini fatti usando i ferri da uncinetto; ed i culurgionis, tipica pasta ripiena di formaggio fresco, mentre per i secondi è la carne in genere, soprattutto agnello, pecora e maiale, preparati in mille modi diversi, in testa alle ricette locali.

 

Prodotto tipico: Caschettas di Belvì



di Redazione 35