Trivento (Campobasso): l'antico borgo dei 365 gradini


Comune di Trivento


Arroccata su un colle, Trivento, poco più di 5.000 abitanti, in provincia di Campobasso, nella valle del Trigno ha, come altre località italiane, una sua particolarità che la rende curiosa: la scalinata di San Nicola ha 365 gradini, uno per ogni giorno dell'anno, che conducono alla parte alta del paese, chiamata Piano.

 

Un’antica leggenda vuole Trivento più antica della fondazione di Roma, fondata dai Sanniti, cui subentrarono i Romani e successivamente tutte le varie popolazioni che si sostituirono all’impero di Roma nella conquista dell’Italia centro meridionale.

 

Tutto intorno al colle sul quale sorge il paese vi sono alte montagne con spianate e lievi ondulazioni; l'abitato è costituito da una parte più recente, nella piana in basso e da un nucleo antico arroccato attorno ad un colle.


 

La posizione in cui si trova Trivento consente di dominare tutto il territorio circostante la valle del Trigno; il panorama è incantevole; nei dintorni vi sono alcuni siti caratteristici chiamati “morge”, profonde caverne scavate nella roccia delle montagne.

 

Tra le tante la Morgia Pietrafenda, d una profonda caverna mai esplorata e che la fantasia popolare vuole abitata da folletti e la Morgia dei Briganti, così denominata per la presenza di un ampia caverna dove si rifugiavano i briganti nell'ottocento.

 

triventoLa parte pianeggiante di Trivento é collegata all'altra da una gradinata in pietra locale che porta ad una piazzetta da cui si dipartono due ulteriori rampe in salita che giungono alla sommità del colle fino alla Cattedrale.

 

Il piccolo centro ha mantenuto le caratteristiche del borgo fortificato medioevale, con i piccoli spiazzi, le viuzze tortuose che seguono la pendenza del terreno,le frequenti gradinate; le sue costruzioni antiche sono in pietra a faccia vista, tanto per le murature che per la pavimentazione delle strade.

 

La strada, a Trivento, è sempre stata soprattutto un luogo di vita all'aperto, un prolungamento della vita che si svolgeva nelle case e nelle botteghe.

 

La piazza della Cattedrale, nel Medioevo, costituiva il centro della vita religiosa, nella parte alta dell'abitato; la cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore ha antichissime origini cosi come é antica la diocesi di Trivento, forse la più antica del Molise.

 

L'interno é stato rifatto varie volte; della chiesa primitiva si conserva una cripta di origini romane, costituita da sette navatelle spartite da sei file di colonne che sorreggono voltine a crociera.

 

Cripta della Cattedrale Trivento

 

Molto interessante è anche la Biblioteca Giulia all’interno del Palazzo Vescovile, che conserva una piccola e preziosa collezione di oltre 5000 volumi; il Castello, edificato intorno all'anno mille, successivamente trasformato in elegante dimora dei feudatari di Trivento, è invece situato nella parte alta del centro storico.

 

Altri edifici religiosi sono Santa Chiara, antica Chiesa annessa al monastero; la Chiesa di Sant Antonio, annessa al Convento omonimo dei Padri Cappuccini, composto da un chiostro e 27 celle.

 

A Trivento è ancora possibile percorrere il tratturo Celano-Foggia, una di quelle piste erbose custodite e preservate con orgoglio dai molisani, dove è ancora possibile ammirare ponti di legno come quello in località Morrione o boschi ricchi di querce, cerri e di una folta macchia appenninica, con aree attrezzate per trascorrere ore di pace e distensione assaporando l’atmosfera dei pastori transumanti.

 

La gastronomia di Trivento è fatta di una cucina semplice, ma nel contempo gustosa e genuina: molti piatti vengono preparati in occasione di ricorrenze e festività.

 

A carnevale sono tradizionali le "Pallotte", un impasto di formaggio, mollica di pane, salsiccia sminuzzata, uova, sale, prezzemolo; gli ingredienti vengono amalgamati come grosse uova e fatte cuocere nel sugo o brodo; a San Giuseppe si usano preparare le "Zeppole", simili a ciambelle dolci spoverate di zucchero cotte nel forno o fritte nell'olio.

 

Pallotte-di-Trivento

 

A Pasqua, a pranzo, sono d'obbligo le fettuccine all'uovo condite con il sugo d'agnello e l'arrosto d'agnello alla brace; come dolci si preparano la "Pigna", torta di pasta dolce mandorlata e il "Hiatone", una pizza rustica con il ripieno di formaggio grattugiato, stagionato e fresco, prezzemolo tritato ed impastato con uova, cotta in forno.

 

A Natale poi, per tradizione, si preparano: la "Cicerchiata" composta di palline di pasta dolce, grosse come ceci, fritte legate con miele caramellato; le Ostie Prene", preparate con due ostie ripiene di mandorle e noci tritate e impastate con miele, in pratica un torrone casalingo.

 

Famosi poi altri dolci tipici come il "Calgiu’n", i "C'pp'lieat", i "T'r'c'niell"; da qualche anno è stato riscoperto il farro, antico cereale usato intero nella preparazione di zuppe e macinato in farina per la preparazione di ciambelle dolci e salate o per la panificazione.

 

Prodotti tipici: la Mela Limoncella



di Redazione 35